Sezioni
03/04/2026 ore 20.22
Italia Mondo

Meloni vola nel Golfo mentre la guerra allarga la crisi su Hormuz

La premier a Gedda per una missione lampo tra Arabia Saudita, Qatar ed Emirati. Sullo sfondo energia, sicurezza e nuova escalation tra Usa e Iran

di Redazione

La missione di Giorgia Meloni nel Golfo arriva nel momento più delicato della crisi mediorientale. La presidente del Consiglio è atterrata a Gedda, in Arabia Saudita, per una visita lampo di due giorni che comprende anche Qatar ed Emirati Arabi Uniti, con un obiettivo dichiarato: rafforzare la sicurezza energetica italiana e consolidare i rapporti con i partner della regione mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a scuotere il mercato globale dell’energia. Reuters la definisce la prima visita di un leader dell’Unione europea in Arabia Saudita dall’inizio del conflitto, con l’Italia preoccupata per le forniture di gas e petrolio e per gli effetti del blocco di Hormuz.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, il viaggio serve anche a ribadire il sostegno italiano ai Paesi del Golfo colpiti dagli attacchi iraniani e a rafforzare un partenariato strategico che per Roma è sempre più centrale. Il punto politico ed economico è evidente: il Golfo resta una fonte decisiva di approvvigionamento e un’area capace di condizionare direttamente i prezzi energetici globali. Reuters segnala che l’Italia aveva ricavato circa il 10% del proprio gas dal Gnl qatariota e il 12% del petrolio dal Medio Oriente, mentre le tensioni attuali hanno già interrotto diverse consegne.

Trump alza i toni, Teheran risponde

La missione della premier si inserisce in una giornata segnata da una nuova escalation verbale e militare. Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sarebbero vicini a completare gli obiettivi militari in Iran e ha minacciato nuovi attacchi alle infrastrutture civili, compresi ponti e centrali elettriche. Nelle stesse ore Teheran ha risposto promettendo attacchi devastanti contro Usa e Israele e confermando di voler proseguire la guerra finché il nemico non si arrenderà. Reuters e altre fonti internazionali descrivono uno scenario di tensione crescente anche tra Washington e gli alleati Nato, con Trump sempre più irritato per il mancato sostegno europeo sull’Iran.

Tra gli episodi più gravi della giornata c’è anche la caduta di un jet americano in Iran. Il Washington Post riferisce che un F-15E è precipitato nel sud del Paese il 3 aprile, facendo scattare un’operazione di ricerca e soccorso per i due membri dell’equipaggio. Diverse testate internazionali, tra cui The Times e The Guardian, hanno poi riferito del recupero di uno dei due militari, mentre per l’altro proseguono le ricerche. La Casa Bianca ha confermato che Trump è stato informato dell’incidente.

Putin, Erdogan e il fronte diplomatico

A confermare che la crisi ha ormai una dimensione pienamente globale è anche il colloquio telefonico tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan. Reuters riferisce che i due leader hanno discusso degli sviluppi in Medio Oriente, mentre altre fonti arabe riportano che entrambi hanno chiesto un cessate il fuoco immediato. Parallelamente il Cremlino ha fatto sapere di considerare prioritario un percorso politico-diplomatico sulla crisi iraniana e si dice pronto a contribuire a un passaggio dalle ostilità alla pace.

Nel frattempo la Nato guarda con crescente attenzione alla crisi. È confermata per la prossima settimana la visita a Washington del segretario generale Mark Rutte, che incontrerà Trump, Marco Rubio e Pete Hegseth in un contesto reso più difficile proprio dalle tensioni sull’Iran e dalle pressioni del presidente americano sugli alleati.