Morto a 93 anni il regista dell’erotismo Tinto Brass
Il film “La Chiave” interpretato da Stefania Sandrelli fu la pellicola più celebre, discussa e commercialmente fortunata
lL celebre regista italiano Tinto Brass è morto improvvisamente questa mattina, 4 novembre 2026, all'età di 93 anni nella sua casa di Roma. L'annuncio della scomparsa del maestro del cinema erotico è stato diffuso dall'agenzia Adnkronos e confermato dai familiari, la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice
La carriera di Tinto Brass ha attraversato oltre quarant'anni di storia del cinema, evolvendosi da una prima fase fortemente sperimentale, anarchica e intellettuale fino a trasformarsi nel punto di riferimento assoluto del cinema erotico d'autore italiano.
Ecco i passaggi chiave e i film più celebri della sua filmografia:
La fase intellettuale e d'avanguardia (Anni '60 e '70)
Prima di dedicarsi interamente all'erotismo, Brass è stato un regista di rottura, influenzato dalla Nouvelle Vague francese (lavorò anche alla Cinémathèque Française con Henri Langlois) e stimato da intellettuali come Jean-Luc Godard.
• Chi lavora è perduto (1963): Il suo lungometraggio d'esordio. Un'opera anarchica ed esistenzialista sulle derive del lavoro e della società dei consumi, fortemente osteggiata dalla censura dell'epoca.
• L'urlo (1968): Un film psichedelico, provocatorio e intriso di satira politica, emblema del clima di contestazione del Sessantotto.
Il successo internazionale e la provocazione (Anni '70)
In questo periodo il regista unisce la critica sociale alla componente voyeuristica e grottesca.
• Salon Kitty (1975): Dramma grottesco ambientato in un bordello della Berlino nazista utilizzato per lo spionaggio. Unisce potere, perversione e satira politica.
• Caligola (1979): Una delle produzioni più costose, colossali e controverse della storia del cinema. Interpretato da giganti come Malcolm McDowell, Helen Mirren e Peter O'Toole, il film venne pesantemente rimontato dal produttore Bob Guccione (fondatore di Penthouse), che vi inserì scene hard all'insaputa del regista, portando Brass a disconoscere il montaggio finale.
La consacrazione dell'erotismo d'autore (Anni '80 e '90)
Con l'inizio degli anni '80, Brass abbandona la satira politica per focalizzarsi interamente sulla celebrazione della carnalità, della sensualità femminile e della gioia dei sensi, ridefinendo il genere erotico in Italia e lanciando numerose attrici.
• La chiave (1983): Tratto dal romanzo di Jun'ichirō Tanizaki e interpretato da Stefania Sandrelli. Fu un clamoroso successo commerciale che sdoganò l'erotismo patinato e d'autore nel cinema mainstream.
• Miranda (1985): Liberamente ispirato a La locandiera di Goldoni, il film consacra Serena Grandi come l'icona delle forme generose e della sensualità pop degli anni '80.
• Capriccio (1987): Pellicola che lancia Francesca Dellera, ambientata nella Capri degli anni '40, incentrata sulle fantasie e sui tradimenti di una coppia.
• Paprika (1991): Storia di una giovane ragazza (interpretata da Debora Caprioglio) che decide di lavorare nelle case di tolleranza negli anni '50 per aiutare il fidanzato, un omaggio nostalgico ai bordelli prima della legge Merlin.
• Monamour (2005): Uno dei suoi ultimi lavori significativi, che mantiene intatto il suo stile inconfondibile basato sulla leggerezza, sul voyeurismo esplicito e sulla centralità assoluta dello sguardo del regista.