Addio a Massimiliano Cencelli, l'inventore del celebre "manuale" della politica italiana
Storico funzionario della Democrazia Cristiana, si è spento all'età di 90 anni. Il suo metodo di lottizzazione proporzionale è diventato parte fissa del vocabolario repubblicano
Se ne va una delle figure più singolari e citate della storia repubblicana italiana, il cui cognome è diventato nel tempo un vero e proprio termine di uso comune, sinonimo di equilibri di potere e spartizione proporzionale degli incarichi. Si è spento all'età di 90 anni Massimiliano Cencelli, storico funzionario della Democrazia Cristiana e autore di quel metodo di assegnazione dei ruoli politici che tutto il Paese conosce semplicemente come "Manuale Cencelli".
Dalle origini nella Democrazia Cristiana alla nascita del celebre metodo
Nato e cresciuto politicamente nell'alveo della Democrazia Cristiana, alla quale si era iscritto nel lontano 1954, Cencelli aveva intrapreso la carriera di funzionario di partito negli anni successivi, distinguendosi per le sue doti organizzative e lavorando a stretto contatto con figure di primo piano del panorama politico nazionale dell'epoca. Tra queste spicca Adolfo Sarti, più volte ministro della Repubblica e sottosegretario, eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1958 nelle liste dello scudocrociato.
Nel corso della sua lunga traiettoria politica e professionale, Cencelli aveva collaborato anche con altre personalità di spicco delle istituzioni, come Nicola Mancino, proseguendo il proprio impegno pubblico fino a candidarsi, nel 2001, nella lista de La Margherita per il Consiglio comunale di Roma.
Un'espressione entrata per sempre nel vocabolario della politica
Nonostante i ruoli istituzionali e l'attività svolta dietro le quinte dei grandi partiti della Prima Repubblica, la notorietà imperitura di Massimiliano Cencelli è legata a doppio filo a quell'espressione giornalistica — il "Manuale Cencelli" — che a partire dagli anni Sessanta e Settanta ha iniziato a indicare il complesso e geometrico metodo con cui i partiti, e le correnti interne agli stessi, calcolavano e pretendevano la distribuzione di ruoli governativi, sottosegretariati e incarichi di potere in base al loro esatto peso elettorale e parlamentare.
A distanza di decenni da quella stagione politica, il "Manuale" non ha mai perso la sua centralità nel racconto e nell'analisi delle dinamiche di palazzo, rimanendo a tutt'oggi un termine imprescindibile nel vocabolario della politica italiana e una materia di studio costante nei manuali di scienza politica e sociologia elettorale.