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04/05/2026 ore 20.19
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Omicidio Di Ronza, condannati a 17 anni i gestori del bar di viale Cermenate

La Corte d’Assise di Milano ha riconosciuto la responsabilità di Shu Zou e Liu Chongbing per la morte del 37enne, ucciso dopo un tentativo di furto di gratta e vinci

di Redazione

La Corte d’Assise di Milano ha condannato a 17 anni di reclusione ciascuno Shu Zou e Liu Chongbing, i due gestori del bar di viale Cermenate imputati per l’omicidio di Eros Di Ronza, il 37enne ucciso il 17 ottobre 2024 al termine di un violento inseguimento seguito a un tentativo di furto di gratta e vinci. La sentenza chiude il primo grado di un processo che ruotava attorno alla morte dell’uomo, colpito con una forbice dopo essere stato raggiunto e buttato a terra.

Il verdetto dei giudici va oltre la richiesta formulata dalla Procura di Milano, che aveva chiesto una condanna a 14 anni. La Corte ha invece ritenuto di infliggere una pena più alta, pur escludendo l’aggravante della crudeltà che era stata contestata dal pubblico ministero.

La Corte riconosce la responsabilità dei due imputati

Con la sentenza pronunciata a Milano, la Corte d’Assise ha riconosciuto la responsabilità di entrambi gli imputati per la morte di Eros Di Ronza. Al centro del processo c’era la ricostruzione di quanto avvenuto il 17 ottobre 2024, quando il 37enne, dopo un tentativo di furto di gratta e vinci, era stato inseguito dai due gestori del locale e raggiunto all’esterno, dove poi si era consumata l’aggressione mortale.

I giudici depositeranno le motivazioni della decisione entro 40 giorni, passaggio che chiarirà nel dettaglio il ragionamento seguito per arrivare alla condanna a 17 anni.

Esclusa la crudeltà, riconosciuta la provocazione

La Corte ha scelto di non riconoscere l’aggravante della crudeltà, richiesta dall’accusa, ma ha invece ritenuto sussistente per entrambi gli imputati l’attenuante della provocazione, legata al fatto di avere subito il furto all’interno della propria attività commerciale.

È questo uno degli elementi centrali del verdetto, perché spiega anche il quadro giuridico dentro il quale è stata collocata la condotta dei due imputati. La provocazione, secondo i giudici, ha inciso sulla valutazione complessiva del fatto, pur senza escludere la piena responsabilità per l’omicidio.

Disposto il risarcimento ai familiari della vittima

Accanto alla condanna penale, la Corte d’Assise ha disposto anche il risarcimento in favore dei familiari di Eros Di Ronza. In particolare, i giudici hanno stabilito 200 mila euro per ciascuna delle figlie della vittima e 50 mila euro per la moglie, oltre al rimborso delle spese legali sostenute nel processo.

Una decisione che riconosce sul piano civile il danno subito dai congiunti del 37enne, inserendo nella sentenza anche una tutela economica immediata per la famiglia.

Interdizione dai pubblici uffici

La sentenza prevede inoltre per entrambi gli imputati anche l’interdizione dai pubblici uffici, ulteriore conseguenza accessoria della condanna pronunciata dalla Corte d’Assise di Milano.