Sezioni
28/03/2026 ore 16.36
Italia Mondo

Pamela Genini, profanata la tomba: feretro aperto e corpo decapitato

La modella uccisa dall’ex lo scorso ottobre colpita ancora dopo la morte. Indagini per vilipendio di cadavere e furto

di Alessia Principe

La violenza che aveva spezzato la sua vita non si è fermata nemmeno davanti alla morte. La storia di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa lo scorso ottobre dall’ex compagno con decine di coltellate, si arricchisce di un nuovo capitolo inquietante e difficile perfino da raccontare. La sua tomba è stata profanata, il feretro aperto e il corpo decapitato. La testa è stata portata via. Un gesto che lascia sgomenti e che ha sconvolto la famiglia e l’intera comunità.

La scoperta è avvenuta lunedì scorso nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, proprio mentre la salma stava per essere trasferita nella cappella di famiglia. Una scena che i presenti non dimenticheranno facilmente e che ha aperto un nuovo fronte investigativo su una vicenda già segnata da una tragedia.

A dare voce al dolore della madre della giovane è l’avvocato calabrese Nicodemo Gentile, che ha parlato di «uno scempio disumano». Parole che raccontano meglio di qualsiasi cronaca il senso di devastazione di una famiglia che, dopo l’omicidio della figlia, si trova ora ad affrontare un altro orrore. «Nemmeno la morte le ha concesso pace: qualcuno ha violato anche il suo ultimo rifugio», avrebbe detto la madre della ragazza.

I carabinieri della compagnia di Zogno e il comando provinciale di Bergamo stanno indagando sulla profanazione e stanno cercando elementi utili all’identificazione del responsabile. Nel cimitero sarebbero stati trovati residui di silicone fresco e segni d’acqua, elementi che potrebbero indicare come sia stata aperta la bara e in che modo sia avvenuta la profanazione. La Procura ha aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere e furto a carico di ignoti.

Esclusa la pista del ricatto

In un primo momento si era ipotizzato che dietro la profanazione potesse esserci un tentativo di estorsione o una richiesta di denaro, ma questa pista al momento sembra essere esclusa. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, la madre della giovane non avrebbe mai ricevuto minacce, richieste di denaro o pressioni né prima né dopo la morte della figlia.

Resta quindi il mistero sul movente di un gesto così estremo. Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi, compresa quella di un gesto compiuto da qualcuno ossessionato dalla vittima o legato in qualche modo alla sua vicenda personale.

La storia di Pamela Genini, già segnata da una morte violenta, continua così a muoversi tra dolore e mistero, lasciando una domanda senza risposta: perché accanirsi ancora su una ragazza che aveva già pagato con la vita?