Per la Nba la marijuana non è più doping dal primo luglio. Durant: «E' come il vino»
In Nba dal 1° luglio è stata ratificata la decisione presa ad aprile scorso di legalizzare la marijuana, sostanza tolta tra quelle proibite per i giocatori. Non ci saranno controlli, multe o eventuali sospensioni per i recidivi. Già dal 2021 i controlli in merito a tale sostanza in Nba erano già spariti perché la lega vuole combattere l’uso, tra i suoi giocatori, di sostanze più pericolose come cocaina e ormoni della crescita, doping che influenza prestazioni e risultati. Un altro motivo che spiega la decisione di «sdoganare» la marijuana.
Nella vicenda ha avuto un ruolo non secondario la perorazione della causa da parte di Kevin Durant col commissioner della NBA Adam Silver. Il 34enne campione dei Phoenix Suns ha raccontato alla CBS come sia riuscito a convincere il massimo dirigente della lega a ritirare il divieto sull’uso della sostanza a scopo ricreativo. «Pioniere di questa campagna? No, proprio no. Semmai mi piace la pianta. Semplice, tutto qui», ha detto il fuoriclasse dei Phoenix Suns a Cnbc. E ancora: «Cosa ho detto a Silver per convincerlo? Beh, quando ci siamo visti me l’ha annusata addosso, non c’è stato bisogno di molte parole, era tutto sottinteso. È la Nba, lo fanno tutti, per essere onesti. È come il vino».