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01/05/2020 ore 17.42
Italia Mondo

Reati ai tempi del coronavirus, meno omicidi ma più usura

Durante il periodo di lockdown, in Italia si registra una sensibile diminuzione dei reati. E' quanto emerge da un report del Viminale.
di Antonio Alizzi

Sensibile diminuzione dei delitti in Italia nel periodo di lockdown, con la graduale limitazione della libertà di circolazione delle persone fisiche. È il report su “Andamento della delittuosità nel mese di marzo 2020” che evidenzia, a seguito dell’adozione di una serie di misure urgenti da parte del governo (decreto Legge 23 febbraio 2020 n. 6, decreto Legge 25 marzo 2020 n. 19 e i decreti attuativi del Presidente del Consiglio dei ministri), nel periodo di analisi compreso dal 1° al 31 marzo 2020 una netta diminuzione del trend sul territorio nazionale (-66,6%), registrando 203.723 delitti commessi nel 2019 e 68.069 nel 2020.

In particolare, l’analisi dei dati mostra una diminuzione più rilevante per alcuni reati quali lo sfruttamento della prostituzione (-72,9%), le violenze sessuali (-72,5%), i furti (-72,2%), di cui con destrezza (-81,2%) e in abitazione (-76,4%), le rapine in uffici postali (-77,3%) ed una diminuzione meno rilevante per altri reati quali le rapine in genere (-59,9%), i delitti informatici (-49,9%) e quelli inerenti agli stupefacenti (-46,1%).

furti alle farmacie hanno fatto registrare valori pressoché stabili (82 nel 2020 e 81 nel 2019). Nello stesso periodo in esame, confrontato con l’analogo periodo dell’anno precedente, si registra una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati per i maltrattamenti contro familiari o conviventi (-37,4%).

Le regioni in cui si sono commessi meno reati nel mese di marzo 2020

Le regioni che hanno riportato, nel periodo 1° marzo – 31 marzo 2020 rispetto all’analogo periodo del 2019, una maggiore diminuzione percentuale dei reati commessi sono il Trentino Alto Adige (-73,8%), la Lombardia (-72,8%), il Veneto (-70,8%), l’Emilia Romagna (-70%), la Toscana (-69,6%), le Marche (-68,6%) e il Lazio (-68,1%).

Tra le regioni con il maggiore decremento si registrano Lombardia e Veneto, nelle quali sono state dapprima adottate le misure limitative della libertà di circolazione delle persone fisiche in quanto, in tali territori, si sono manifestati i primi focolai epidemiologici. Online anche il report su “Andamento della delittuosità e azione di contrasto” relativo al primo trimeste 2020.

I reati commessi nelle regioni

Nello specifico, ecco le differenze tra prima e dopo il coronavirus:

Il reato di usura, al contrario, fa registrare un leggero incremento in quanto si annoverano 11 episodi nel 2019 e 12 nel 2020 (+9,1%), dei quali 5 in Campania (a fronte di nessuno nel 2019), 3 nel Lazio (rispetto a 2), 1 in Lombardia e Sicilia (a fronte di 1) e 1 in Veneto e in Liguria (a fronte di nessuno).

I dati nazionali riferiti ai singoli delitti

In Italia, dal 1° gennaio al 31 marzo 2020 – anche in ragione dell’emergenzaepidemiologica in atto – il totale generale dei delitti ha mostrato un trend in flessione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. In particolare, nel periodo in esamesono stati perpetrati n. 410.726 delitti (-29,2% rispetto all’analogo periodo del 2019 nel quale erano stati 579.735).

Tra i delitti in flessione nei periodi a confronto si segnalano: le rapine in abitazione (-20,4%)le rapine in banca (-40,7%)le rapine in uffici postali (-59,4%);le rapine in pubblica via (-23%)le estorsioni (-42,4%)i furti con strappo (-34,7%)i furti con destrezza (-31,9%)i furti in abitazione (-32%)i furti di autovetture (- 29,1%)la ricettazione (-31,1%).

Tra i delitti in aumento nei periodi a confronto, si segnala l’usura (+9,6%). Nei primi 3 mesi del 2020, inoltre, sono stati commessi 54 omicidi volontari rispetto agli 84 dell’analogo periodo del 2019 (con un decremento del-35,7%). Gli omicidi ascrivibili a contesti di criminalità organizzata hanno fatto registrare un decremento, con casi al 31 marzo 2020, rispetto ai dello stesso periodo del 2019.