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01/10/2026 ore 11.51
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Regno Unito, Burnham apre al possibile rientro nell’Unione europea

Il premier britannico annuncia una revisione complessiva dei rapporti con Bruxelles: tra le opzioni anche il ritorno nell’Ue, insieme a unione doganale e mercato unico

di Redazione

Il Regno Unito potrebbe tornare a discutere seriamente del proprio ingresso nell’Unione europea. A riaprire un dossier che sembrava chiuso è il premier britannico Andy Burnham, che ha inserito la riadesione all’Ue tra le opzioni che il governo intende valutare per ridefinire nel lungo periodo i rapporti con Bruxelles.

Non si tratta ancora di una scelta politica già compiuta né dell’annuncio di un nuovo referendum, ma di un cambio di impostazione significativo: per la prima volta il governo britannico mette apertamente sul tavolo anche la possibilità di tornare all’interno dell’Unione.

Burnham: «Valuteremo tutte le opzioni»

Il premier ha spiegato che il governo analizzerà un ventaglio molto ampio di possibilità: mantenere l’attuale rapporto con Bruxelles, rafforzare la cooperazione, avvicinarsi nuovamente al mercato unico o all’unione doganale oppure «andare fino in fondo» e prendere in considerazione una nuova adesione all’Ue.

Burnham ha inoltre espresso un giudizio critico sull’assetto determinato dalla Brexit, sostenendo che avrebbe provocato «più danni che benefici».

Una posizione che segna un cambiamento rispetto agli impegni assunti in precedenza, quando aveva escluso di voler riaprire direttamente la questione dell’adesione all’Unione.

Bruxelles apre al confronto

La risposta europea non si è fatta attendere.

La Commissione ha definito Londra «un partner prezioso», ribadendo però che dovrà essere il governo britannico a indicare quale tipo di rapporto intende costruire con l’Unione.

Da Bruxelles arriva dunque una disponibilità al dialogo, senza anticipare né modalità né condizioni di un eventuale percorso di riavvicinamento.

Anche Emmanuel Macron e Pedro Sanchez hanno accolto favorevolmente l’apertura britannica, pur ricordando che un eventuale ritorno nell’Ue comporterebbe un vero e proprio percorso di adesione e il rispetto delle regole comuni.

La Brexit torna a dividere la politica britannica

Le dichiarazioni di Burnham sono destinate inevitabilmente a riaprire uno dei confronti politici più divisivi della recente storia britannica.

I Conservatori accusano il premier di voler riaprire le ferite della Brexit, mentre nel Labour cresce il confronto tra chi punta a una maggiore integrazione con Bruxelles e chi teme che una discussione sulla riadesione possa dividere nuovamente il Paese.

Burnham ha comunque sottolineato che qualsiasi scelta futura dovrà tenere conto del consenso dell’opinione pubblica.

Il peso dell’economia

Sul nuovo orientamento pesano anche le difficoltà economiche del Regno Unito, con il costo dell’energia, il carovita e la pressione sulla spesa pubblica tornati al centro dell’agenda del governo.

Il dibattito sui rapporti con l’Europa assume quindi anche una dimensione economica: commercio, investimenti, mercato del lavoro e costi legati agli scambi con il continente saranno tra gli elementi da valutare nella definizione della nuova strategia.

Verso un nuovo rapporto con l’Europa

Il prossimo passaggio sarà il confronto con Bruxelles, durante il quale Londra dovrebbe chiarire quali opzioni intenda concretamente approfondire.

La riadesione resta per ora soltanto una possibilità e il percorso, qualora venisse intrapreso, sarebbe inevitabilmente lungo e politicamente complesso.

Ma il cambio di tono è evidente: dopo anni nei quali il ritorno nell’Unione europea era rimasto fuori dall’agenda dei governi britannici, Downing Street torna a considerarlo una delle strade possibili.

A dieci anni dal referendum sulla Brexit, il rapporto tra Londra e Bruxelles torna così al centro della politica britannica.