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22/06/2026 ore 11.33
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Starmer lascia Downing Street: il premier britannico si dimette, Andy Burnham favorito per la successione

Il leader laburista annuncia l’addio dopo meno di due anni al governo. Decisive le pressioni interne al partito, il crollo dei consensi e l’ascesa politica di Andy Burnham, indicato come il principale candidato alla guida del Regno Unito

di Redazione

Keir Starmer si dimette da primo ministro del Regno Unito e da leader del Partito Laburista. L’annuncio, arrivato davanti al numero 10 di Downing Street nel corso di una dichiarazione pubblica particolarmente emozionata, pone fine a una delle premiership più brevi della recente storia politica britannica e apre ufficialmente la corsa alla successione. 

Starmer, che aveva riportato il Labour al governo con la storica vittoria elettorale del 2024 dopo quattordici anni di esecutivi conservatori, lascia l’incarico travolto dalle tensioni interne al partito, dal progressivo calo di popolarità e dalla crescente pressione di deputati e ministri che ritenevano necessario un cambio di leadership. 

Nel suo discorso di commiato, il premier uscente ha rivendicato i risultati ottenuti durante la sua leadership, ricordando di aver preso in mano un partito che molti consideravano politicamente e moralmente compromesso e di averlo riportato alla vittoria. Ha difeso il lavoro svolto sul fronte dell’economia, della sicurezza nazionale e della riorganizzazione interna del Labour, sostenendo che ogni scelta è stata guidata dall’interesse del Paese. 

La decisione, tuttavia, era nell’aria da giorni. Dopo la netta affermazione di Andy Burnham nelle elezioni suppletive di Makerfield, numerosi parlamentari laburisti hanno iniziato a chiedere apertamente una transizione al vertice del partito. Le pressioni si sono intensificate fino a diventare insostenibili, spingendo Starmer a prendere atto della situazione e a fare un passo indietro. 

Burnham, ex sindaco di Manchester e figura molto popolare nella base laburista, è oggi il favorito assoluto per la successione. Secondo diverse ricostruzioni provenienti da Westminster, potrebbe addirittura essere eletto senza una vera competizione interna, attraverso una sorta di “incoronazione” politica che consentirebbe un rapido passaggio di consegne già nelle prossime settimane.

Starmer ha comunicato di aver già informato re Carlo III della propria decisione e resterà comunque in carica fino alla nomina del successore. Il Comitato esecutivo nazionale del Labour aprirà ufficialmente le candidature il 9 luglio, con l’obiettivo di arrivare alla scelta del nuovo leader prima della ripresa dei lavori parlamentari prevista per settembre.

Le dimissioni rappresentano l’ennesimo capitolo dell’instabilità politica britannica dell’ultimo decennio. Dalla Brexit a oggi il Regno Unito ha visto susseguirsi numerosi primi ministri e cambi di leadership, segnale di una fase ancora caratterizzata da forti tensioni sociali, economiche e politiche. 

Intanto dall’opposizione arrivano già le prime richieste di elezioni anticipate. Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha chiesto di riportare il Paese alle urne sostenendo che il Labour non possa semplicemente sostituire il proprio leader senza un nuovo mandato popolare.