Firenze, studente arriva a scuola con un coltello: Tar conferma la sospensione
Il sedicenne è stato allontanato fino al termine dell’anno scolastico. Per i giudici prevale la tutela della comunità scolastica
Un sedicenne di un liceo di Firenze è stato sospeso dalle lezioni fino al termine dell’anno scolastico dopo essersi presentato in classe con un coltello di 30 centimetri. Il provvedimento disciplinare, deciso dal Consiglio d’istituto, è stato confermato dal Tar della Toscana, che ha respinto l’istanza cautelare presentata dai genitori del ragazzo.
Secondo quanto emerso, il caso non sarebbe rimasto circoscritto al solo episodio del coltello. Dall’analisi del cellulare del giovane sarebbero infatti emerse immagini di estrema violenza, anche a sfondo sessuale, diffuse nelle chat di classe. Per l’istituto, questi comportamenti avrebbero finito per rappresentare un pericolo concreto per «l’incolumità di tutti i componenti della comunità scolastica».
La scuola ha quindi disposto l’allontanamento fino al 10 giugno, data di chiusura dell’istituto per la pausa estiva. Il provvedimento è stato poi impugnato dai genitori, che hanno chiesto ai giudici amministrativi di sospenderne l’efficacia, sostenendo che la misura potesse compromettere il percorso scolastico del figlio e incidere sulla sua ammissione allo scrutinio finale.
Nell’istanza, mamma e papà hanno richiamato il diritto all’istruzione e all’inclusione, sottolineando che solo il ritorno in classe avrebbe consentito al ragazzo di essere valutato in condizioni di parità rispetto ai compagni. Il Tar, però, ha dato torto alla famiglia, ritenendo prevalente l’interesse alla sicurezza dell’ambiente scolastico.
I giudici amministrativi hanno dunque escluso, almeno in questa fase, la riammissione in presenza del minore. Allo stesso tempo, hanno ricordato che la scuola dovrà comunque garantire percorsi di formazione e sostegno, attraverso la didattica a distanza. Secondo le ricostruzioni pubblicate oggi, sarebbero già stati organizzati anche incontri online con i docenti di sostegno, per una media di circa due ore al giorno.
La vicenda non è però chiusa. La trattazione del procedimento andrà avanti a fine aprile, quando dovrà essere affrontato nel merito il ricorso dei genitori e sarà chiarito definitivamente se il ragazzo potrà o meno rientrare in classe prima della conclusione dell’anno scolastico.