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02/03/2026 ore 21.03
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Tor Vergata, mastectomia “senza cicatrici” e senza anestesia generale: paziente dimessa in 24 ore

Alla Breast Unit la prima mastectomia endoscopica con accesso ascellare in anestesia loco-regionale: niente incisioni sul seno e recupero più rapido

di Redazione

Un intervento che, fino a ieri, sembrava difficile anche solo da immaginare: una mastectomia eseguita senza anestesia generale, senza incisioni visibili sulla mammella e con dimissioni in meno di 24 ore. È quanto realizzato per la prima volta alla Breast Unit del Policlinico Universitario Tor Vergata, in un passaggio che segna un cambio di passo nella chirurgia del tumore al seno, tra radicalità oncologica e riduzione dell’impatto sul corpo.

La tecnica: accesso dall’ascella e nessun taglio sul seno

La procedura – mastectomia endoscopica con linfoadenectomia selettiva e ricostruzione mammaria in anestesia loco-regionale – è stata eseguita su una paziente rimasta sveglia per tutta la durata dell’operazione.

Il punto chiave è l’accesso: una piccola incisione di circa tre centimetri in sede ascellare, che consente di evitare tagli diretti sulla mammella. Attraverso strumenti endoscopici mini-invasivi, i chirurghi operano preservando l’integrità cutanea del seno e puntando a un risultato estetico particolarmente favorevole, proprio perché le cicatrici non insistono sulla mammella.

Anestesia loco-regionale: meno stress e recupero più veloce

A incidere sul decorso è anche la scelta anestesiologica. L’uso dell’anestesia loco-regionale ha permesso di evitare anestesia generale e intubazione, con effetti immediati sul post-operatorio: minore stress per l’organismo, ripresa più rapida e ritorno alle normali funzioni già pochi minuti dopo la procedura. La paziente è stata dimessa entro 24 ore.

Un protocollo di ricerca per sicurezza e sostenibilità

L’intervento, oltre al valore clinico, apre un protocollo di ricerca: l’obiettivo è valutare sicurezza, benefici clinici e sostenibilità di un percorso con dimissione precoce, ovviamente in pazienti selezionate. È un modello organizzativo che punta a far convivere innovazione tecnologica e attenzione concreta alla persona.

«Ridurre l’impatto chirurgico senza compromettere la radicalità oncologica è oggi una delle sfide più importanti nella cura del tumore al seno», spiegano dalla Breast Unit del Policlinico Universitario Tor Vergata, indicando una direzione chiara: trattamenti sempre più efficaci, ma anche più rispettosi della qualità di vita.