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29/01/2026 ore 21.15
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Sinistri stradali fittizi, misure cautelari per giudici di pace e avvocati tra Caserta e Roma

Corruzione e risarcimenti pilotati: sequestri per oltre 300mila euro a sette indagati

di Redazione

Un’indagine su un presunto sistema di truffe assicurative legate a incidenti stradali mai avvenuti ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sette indagati, tra giudici di pace e avvocati. L’operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Caserta, su ordinanza del gip del Tribunale di Roma e su richiesta della Procura della Repubblica di Roma.

Gli indagati sono gravemente indiziati, allo stato delle indagini, del reato di corruzione nell’ambito di procedimenti civili per risarcimento danni. Secondo l’impostazione accusatoria, alcuni legali avrebbero gestito l’intero iter dei falsi sinistri con l’obiettivo di pilotarne gli esiti in sede giudiziaria.

Le investigazioni — condotte dalla Squadra Mobile e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria casertani — avrebbero ricostruito un meccanismo basato su pratiche ripetitive e schemi ricorrenti. Gli avvocati, secondo l’accusa, curavano i rapporti con i consulenti tecnici nominati dai giudici per ottenere valutazioni favorevoli e con i medici e i legali delle compagnie assicurative, così da rafforzare le richieste di risarcimento.

Dall’analisi dei fascicoli emergerebbero dinamiche sovrapponibili tra incidenti formalmente diversi per tempi, luoghi e soggetti coinvolti. Tra le casistiche più frequenti figurano presunti investimenti di pedoni sulle strisce o di persone su biciclette, anche tandem, oltre al mancato intervento delle forze di polizia sul posto, elemento ritenuto anomalo dagli investigatori.

Nel presunto sistema sarebbero coinvolti anche giudici di pace in servizio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che — secondo l’ipotesi accusatoria — a fronte della corresponsione di denaro avrebbero emesso sentenze favorevoli alle richieste risarcitorie presentate dai legali.

Il gip ha disposto la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per un anno per tre giudici di pace, il divieto temporaneo di esercitare la professione forense per un anno per tre avvocati e gli arresti domiciliari per un ulteriore legale. Eseguito anche un sequestro preventivo superiore a 300mila euro nei confronti dei sette indagati. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.