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28/06/2026 ore 15.30
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Ustica, il Governo si opporrà all'archiviazione dell'inchiesta: «Abbiamo il dovere della giustizia»

A 46 anni dall'abbattimento del DC-9 Itavia costato la vita a 81 persone, Palazzo Chigi annuncia l'opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma. Mattarella: «Ricostruire la verità resta irrinunciabile»

di Redazione

A quarantasei anni dalla strage di Ustica, il Governo annuncia che si opporrà alla richiesta di archiviazione dell'ultima inchiesta aperta sulla tragedia del DC-9 Itavia, precipitato il 27 giugno 1980 nel Mar Tirreno causando la morte di 81 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio.

La decisione è stata comunicata da Palazzo Chigi, che ha reso noto come l'Avvocatura dello Stato interverrà nel procedimento opponendosi alla richiesta avanzata dalla Procura di Roma. L'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari è stata fissata per il 30 settembre. Poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, al momento non è possibile procedere alla costituzione di parte civile.

Nel giorno dell'anniversario è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato come la strage di Ustica rappresenti «un segno incancellabile nella storia della Repubblica». Il Capo dello Stato ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime, definendo ancora oggi «irrinunciabile» la ricerca della verità, nonostante le enormi difficoltà incontrate in oltre quattro decenni di indagini.

L'ultima inchiesta era stata aperta nel 2008, anche sulla scorta delle dichiarazioni dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, secondo cui il velivolo sarebbe stato abbattuto durante un'operazione militare che avrebbe coinvolto aerei francesi. Il 5 marzo 2025 la Procura di Roma ha però chiesto l'archiviazione del fascicolo, ritenendo insufficienti gli elementi raccolti per sostenere un processo.

I magistrati hanno escluso l'ipotesi dell'esplosione di una bomba a bordo dell'aereo, senza tuttavia riuscire a individuare con certezza i responsabili dell'eventuale abbattimento né la nazionalità dei velivoli militari presenti nei cieli quella sera. Le rogatorie internazionali e la collaborazione con altri Paesi, in particolare Francia e Stati Uniti, non hanno consentito di acquisire elementi ritenuti decisivi.

«Le indagini e le rogatorie non sono state sufficienti per individuare gli autori materiali della strage», ha commentato Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime, tornando a chiedere un'iniziativa più incisiva da parte del Governo italiano nei confronti dei Paesi alleati affinché vengano finalmente rese disponibili tutte le informazioni ancora coperte dal segreto.

Sul tema è intervenuta anche la politica. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ribadito che il perseguimento della piena verità rappresenta un dovere delle istituzioni, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha sottolineato come il trascorrere del tempo non attenui la necessità di fare piena luce sull'accaduto. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime e sollecitato il Governo a chiedere formalmente a Francia e Stati Uniti tutta la documentazione utile a chiarire definitivamente quanto accadde nei cieli di Ustica.

A quasi mezzo secolo dalla tragedia, la vicenda continua così a rappresentare una delle più grandi ferite aperte della storia repubblicana italiana, ancora priva di una verità giudiziaria definitiva.