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10/04/2026 ore 10.36
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Violenza di gruppo dopo la festa per la Promozione: tre calciatori a giudizio, accuse anche di revenge porn

Una studentessa torinese di 20 anni denuncia abusi durante i festeggiamenti per la Serie C. Video e foto finiti in una chat di squadra. Gli imputati scelgono il rito abbreviato

di Redazione

Una festa per celebrare la promozione in Serie C che, secondo l’accusa, si sarebbe trasformata in un episodio di violenza. È quanto emerge dall’inchiesta aperta a Bra, in provincia di Cuneo, dove tre calciatori sono imputati per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa universitaria torinese di vent’anni. Per uno di loro si aggiunge anche l’accusa di diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito.

Secondo la ricostruzione fornita dalla giovane agli investigatori, tutto sarebbe iniziato durante i festeggiamenti della squadra. Uno dei calciatori le avrebbe proposto di partecipare a un rapporto sessuale di gruppo, ricevendo però un rifiuto netto. “Mi piaci tu, non faccio nulla con gli altri”, avrebbe chiarito la ragazza. Nonostante ciò, avrebbe deciso di seguirlo a casa, ammettendo di essere attratta da lui. “Beh sì, mi piaceva”, ha raccontato.

È in quell’abitazione che, sempre secondo la denuncia, la situazione sarebbe degenerata. Dopo un primo momento consensuale, la giovane si sarebbe trovata a “subire plurimi atti sessuali di gruppo” da parte di altri due calciatori sopraggiunti nella stanza. “Quando sono salita in camera ho ribadito che volevo stare con lui, non con gli altri”, ha dichiarato durante l’incidente probatorio. Di fronte all’arrivo di un secondo uomo, “sono rimasta impietrita, mi sono finta morta”.

A rendere il quadro ancora più grave, secondo l’accusa, sarebbe stata la diffusione di immagini e video all’interno di una chat di squadra, accompagnati dalla scritta “We are champs”. “Mi sono sentita proprio così, un trofeo”, ha detto la giovane, descrivendo l’effetto di quella condivisione.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Davide Greco, si è basata anche su accertamenti tecnici sui dispositivi degli indagati. Tra gli elementi acquisiti, anche alcuni messaggi che farebbero riferimento alla presenza di più persone nella stanza. I telefoni sono stati sequestrati e sono stati ascoltati altri giocatori.

Il giorno successivo ai fatti, la ventenne si è recata all’ospedale Sant’Anna di Torino. “Sei stata violentata, devi denunciare”, le avrebbe detto un’amica, convincendola a rivolgersi alle autorità. Nel corso delle indagini, la ragazza è stata ascoltata più volte e ha attraversato un periodo di forte sofferenza psicologica, con ricoveri ospedalieri anche per tentativi di suicidio. “Lotto ogni giorno contro la vergogna che provo”, ha riferito tramite il suo legale.

I tre imputati, che nel frattempo hanno lasciato la società sportiva, hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Le difese respingono le accuse e parlano di “significative incongruenze nel quadro accusatorio”, sostenendo “l’assoluta mancanza di responsabilità penale”.

Il procedimento è ora nelle mani del giudice, che dovrà valutare gli elementi raccolti in fase d’indagine e le versioni contrapposte, in un caso che riporta al centro il tema del consenso e dell’uso illecito di immagini intime.