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20/07/2026 ore 19.16
Lettere e Opinioni

Elena, quindici anni e 779 chilometri a piedi sul Cammino di Santiago

La ragazza ha percorso il Cammino Francese insieme alla madre Olga Kovaliova: «È stata l’esperienza più bella della mia vita»

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo.

Mi chiamo Olga Kovaliova.

Vorrei condividere con voi una storia che credo possa trasmettere un messaggio positivo a tante famiglie e a tanti ragazzi.

Quest’estate mia figlia Elena, di 15 anni, ha scelto di rinunciare a un’estate fatta di mare, giornate trascorse a dormire fino a tardi, telefono, social e comodità, per affrontare insieme a me il Cammino Francese di Santiago.

Siamo partite da Saint-Jean-Pied-de-Port e abbiamo percorso a piedi 779 chilometri fino a Santiago de Compostela, con lo zaino sulle spalle, dormendo negli ostelli dei pellegrini e affrontando ogni giorno nuove sfide.

Non è stata una vacanza semplice. Ci sono stati giorni di caldo intenso, pioggia, salite interminabili, stanchezza e momenti in cui sembrava impossibile fare un passo in più. Ma proprio quelle difficoltà ci hanno insegnato che, con pazienza, determinazione e fiducia, si può sempre andare avanti.

Il Cammino, però, non è stato fatto solo di fatica. Al contrario, è stato soprattutto un susseguirsi di momenti che ci hanno riempito il cuore.

Abbiamo incontrato persone provenienti da ogni parte del mondo che, spesso proprio nel momento del bisogno, ci regalavano una parola di incoraggiamento, un consiglio o semplicemente un sorriso. Abbiamo imparato ad apprezzare le cose più semplici: la felicità di trovare un ciliegio pieno di frutti quando iniziava a farsi sentire la fame, una fontana d’acqua fresca dopo tanti chilometri sotto il sole, l’ombra di un albero, un paesaggio capace di togliere il fiato o un ostello semplice che, dopo una lunga giornata di cammino, sembrava il luogo più bello del mondo.

Esperienze che nella vita di tutti i giorni sembrano quasi scontate, ma che lungo il Cammino diventano autentici momenti di felicità. È lì che abbiamo capito quanto poco basti per sentirsi davvero bene.

La cosa che mi ha emozionata più di tutte è stata sentire Elena, una volta arrivata a Santiago, dire con convinzione: “È stata l’esperienza più bella della mia vita”.

E questo nonostante negli anni abbia avuto la fortuna di viaggiare, visitare diversi Paesi e vivere splendide vacanze. Eppure, tra tutte le esperienze vissute, quella che le è rimasta più nel cuore è stata proprio quella fatta con uno zaino sulle spalle, camminando ogni giorno verso una meta.

Credo che questo dica molto sul valore educativo del Cammino.

Le ha insegnato che la felicità non nasce dalle cose materiali, ma dalle esperienze vissute intensamente; che i risultati più belli sono quelli conquistati con sacrificio; che la perseveranza, la pazienza, il coraggio e la gratitudine sono qualità che si costruiscono passo dopo passo.

Non vi scrivo perché mia figlia venga celebrata o perché questa venga vista come un’impresa straordinaria. Vi scrivo perché credo che oggi tanti genitori siano alla ricerca di esperienze che possano lasciare qualcosa di vero ai propri figli. Il Cammino di Santiago è una di queste.

Se questa storia potesse ispirare anche una sola famiglia a scegliere un’estate diversa, fatta di condivisione, natura, dialogo, fatica, emozioni autentiche e crescita personale, per noi sarebbe già un grande risultato.