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18/05/2026 ore 06.30
Politica

Agenda Urbana ‘21-’27, Alimena: «Non disperdere patrimonio costruito con innovazione»

Il consigliere dem del Comune di Cosenza denuncia il sito istituzionale offline ed evidenzia una serie di situazioni «che rischiano di azzerare l’esperienza della prima parte di consiliatura»

di Antonio Clausi

«Non azzerare ma potenziare la esperienza che abbiamo condotto nella prima metà della consiliatura. Grazie agli aiuti di Agenda Urbana nel 2023 riuscimmo a finanziare 12 imprese culturali, turistiche e artigiane nel Centro storico di Cosenza e 19 associazioni impegnate nel welfare su tutta l’area urbana. Un’esperienza concreta che ha prodotto risultati tangibili: 3 persone assunte a tempo indeterminato, 48 coinvolte in percorsi di accrescimento delle competenze e 12 impegnate nell’apprendimento di una professione. Considero tutto questo uno dei migliori lasciti della mia esperienza amministrativa».

Idee chiare per Francesco Alimena, consigliere comunale del Partito Democratico di cui è stato a lungo capogruppo prima della “rivoluzione” dettata dal sindaco che ha visto il rimescolarsi delle carte e delle deleghe. A lui, quelle ad Agenda Urbana e al centro storico sono stata ritirata nel momento del rimpasto di giunta. Oggi fa il punto sulla nuova programmazione che dice di continuare a seguire con interesse, seppur non più da attore protagonista.

«Quello fatto è un percorso che purtroppo ha iniziato a vivere una fase di forte difficoltà già da maggio 2024 - ricorda -. Contro il mio parere, venne sciolto il settore comunale Centro Storico, vera novità nel 2021 di questa amministrazione, al fine di inglobarlo nel settore Lavori Pubblici. Solo ripristinare l’autonomia di quel settore rimetterebbe il Centro Storico di Cosenza sui giusti binari, altrimenti nemmeno dare la delega a Mario Draghi sarebbe risolutoria».

Alimena esprime poi forte preoccupazione per le notizie emerse in questi giorni sulla nuova Agenda Urbana. «Apprendo (solo dai social) che proseguono a porte chiuse le interlocuzioni tra i Comuni di Cosenza e Rende sulla nuova programmazione Aiuti 2021-2027. Tuttavia, le poche informazioni trapelate, peraltro diffuse grazie al Comune di Rende e non dal Comune capofila Cosenza, destano non poche perplessità».

«In particolare - prosegue - si legge che il contributo massimo previsto per il nuovo Bando Aiuti sarebbe stato fissato a 30 mila euro (contro i precedenti 40 mila) nonostante il plafond complessivo resti invariato rispetto al 2023. Una scelta poco comprensibile in un contesto economico segnato dall’inflazione, dall’aumento dei costi energetici e dall’impennata del prezzo delle materie prime. Con 30 mila euro, oggi, per molte attività è praticamente impossibile sostenere un reale percorso di start-up».

Perplessità e punzecchiature

Alimena esprime quindi altri dubbi che stavolta riguardano il tema del cofinanziamento. «Si parla di una quota di cofinanziamento del 20% per le nuove imprese e del 25% per quelle già esistenti in luogo del contributo a fondo perduto dell’85% del 2023. Ma se giovani, nomadi digitali, artigiani, commercianti o ristoratori disponessero già di queste risorse economiche, probabilmente non avrebbero bisogno di accedere agli incentivi pubblici per avviare o rilanciare la propria attività”.

Secondo Alimena, il vero nodo riguarda soprattutto il metodo. «Esatto - evidenzia -. Le perplessità nascono già da ciò che si intravede in qualche immagine social. Per quella che è la mia esperienza, consiglio di discutere decisioni così importanti apertamente e con i diretti interessati, cioè i futuri beneficiari delle misure, tramite la convocazione formale del partenariato di Agenda Urbana, all’uopo costituito. Altrimenti, temo che del percorso di coprogettazione e partecipazione costruito negli anni rimarrà ben poco».

L’ex delegato richiama anche quanto accaduto durante la presentazione della nuova Piazza Cappello. «Già allora, durante un incontro formalmente partecipato, agli stakeholder venne presentato un rendering preconfezionato. Speravo fosse un episodio isolato - dice -. Oggi, invece, vedo riaffiorare vecchie logiche: decisioni calate dall’alto e cittadini che rimangono a osservare dal buco della serratura, attraverso qualche meritoria storia social».

Alimena: «Il sito di Agenda Urbana non funziona»

Alimena denuncia quiind la mancanza di trasparenza e comunicazione istituzionale. «Da mesi il sito istituzionale di Agenda Urbana gestito dal Comune capofila Cosenza risulta sostituito, addirittura, da una pagina di giochi d’azzardo online. Questo - fa presente - finisce per penalizzare anche la comunicazione istituzionale di Rende: attualmente non esiste comunicazione attraverso i principali canali previsti obbligatoriamente dalle indicazioni europee, ministeriali e regionali, un po’ come già accaduto per i due ultimi comunicati sul Contratto Istituzionale di Sviluppo».

Infine, la critica sull’esclusione del Terzo Settore. «La Regione ha deciso di escludere gli enti del Terzo Settore tra i potenziali beneficiari al futuro Bando Aiuti, ma ancora più grave sarebbe se anche il Comune di Cosenza dovesse impedire di partecipare alle imprese sociali, al momento le uniche afferenti al welfare e ancora passibili di finanziamento. Tante associazioni meritorie svolgono quotidianamente un lavoro straordinario sui territori e dovrebbero essere sostenute».

«In questo momento - conclude Alimena - il mio vuole essere un grido d’allarme lanciato in tempo utile per correggere la rotta e tornare a fare bene, anzi meglio di prima. Basta poco per disperdere quella spinta innovativa costruita con fatica in questi anni e trasformare in delusione la speranza di tante cosentine e tanti cosentini».