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18/03/2026 ore 16.32
Politica

Amaco, Caruso e Covelli attaccano la Regione: «Promesse tradite, 16 lavoratori a rischio»

Il sindaco di Cosenza e l’assessore ai Trasporti contestano l’esito della vendita del ramo Tpl al Consorzio Autolinee: «Su 111 unità, garanzie solo per 95. Non accetteremo esuberi»

di Redazione

«Prendiamo atto con rammarico della conclusione della procedura di vendita del ramo d’azienda di Amaco al Consorzio Autolinee, ma non possiamo tacere lo sconcerto per un esito che smentisce clamorosamente le rassicurazioni ricevute». È l’attacco contenuto nella nota congiunta del sindaco di Cosenza Franz Caruso e dell’assessore ai Trasporti Damiano Covelli, che mettono nel mirino soprattutto la Regione e le promesse, a loro dire, ripetute nei mesi scorsi.

Il punto centrale, per Palazzo dei Bruzi, è nei numeri: «Le cifre parlano chiaro e sono inaccettabili. A fronte di una forza lavoro di 111 unità, l’azienda subentrante garantirebbe il mantenimento dell’occupazione solo per 95 dipendenti, lasciando nell’incertezza il destino dei restanti 16». Una prospettiva che – aggiungono – colpirebbe in particolare «gli ausiliari del traffico».

Caruso e Covelli parlano di «viva sorpresa e profonda preoccupazione» perché, sostengono, «il risultato odierno è l’esatto opposto di quanto prospettato per mesi dai vertici regionali». E alzano il tiro sulla responsabilità politica: «È bene ricordare che le stesse forze politiche che oggi guidano la Regione Calabria sono le medesime che portano sulle spalle la grave responsabilità del fallimento di Amaco».

Nel mirino finisce anche la linea seguita durante la vertenza: «Basta slogan, vogliamo i fatti. Abbiamo assistito per mesi alle roboanti rassicurazioni dell’assessore regionale Gianluca Gallo». Il Comune rivendica inoltre un indirizzo già formalizzato: secondo Caruso e Covelli, il Consiglio comunale aveva indicato «una strada chiara», chiedendo di impegnare la Regione a far confluire servizi e personale in Ferrovie della Calabria, soluzione definita di “garanzia pubblica” per tutelare i livelli occupazionali. «Quell’indirizzo è stato ignorato», affermano.

Da qui la linea dura: «Non faremo un passo indietro. Noi non ci stiamo». E il messaggio finale alla Regione è netto: «Non può fare finta di nulla, proprio ora che i nodi vengono al pettine. È necessario che l’ente regionale lavori concretamente per onorare gli impegni presi e garantire ogni singolo lavoratore, nessuno escluso». L’amministrazione comunale promette battaglia «con ogni mezzo necessario» e chiude con un paletto: «Non accetteremo discriminazioni né esuberi».