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10/10/2026 ore 13.02
Politica

Ambrogio a Barile: «San Giovanni in Fiore non avrà un altro dissesto. La maggioranza si opporrà»

L'ex candidato a sindaco del centrodestra contesta la ricostruzione finanziaria del sindaco, solleva interrogativi su alcune vicende patrimoniali e rivendica i risultati dell'amministrazione Succurro. Poi durante la lunga conferenza di ieri un passaggio significativo sull’acquisizione di atti da parte delle forze dell’ordine

di Redazione

La prospettiva di un nuovo dissesto finanziario del Comune di San Giovanni in Fiore incontra la ferma opposizione di Marco Ambrogio, già candidato a sindaco del centrodestra unito. Nel corso di una conferenza stampa nella sede del polo di centrodestra, ieri Ambrogio ha contestato le valutazioni del sindaco Antonio Barile sulla situazione economica dell'ente e ha annunciato che la maggioranza consiliare eserciterà tutte le proprie prerogative per impedire decisioni che ritiene dannose per la comunità.

«Non consentiremo - ha avvertito Ambrogio - che San Giovanni in Fiore subisca un altro dissesto per responsabilità politiche e amministrative di Antonio Barile. Abbiamo il dovere di difendere le famiglie, i dipendenti comunali, le imprese creditrici e l'intera economia cittadina».

Il confronto si concentra anzitutto sui numeri del bilancio. Secondo Ambrogio, Barile avrebbe presentato ai cittadini una situazione finanziaria più grave di quella effettivamente documentata, attraverso un'interpretazione impropria di alcune voci contabili. In particolare, Ambrogio ha richiamato il risultato economico negativo di circa 5,482 milioni di euro e un'anticipazione di tesoreria di circa 9,027 milioni. Quest'ultima, ha spiegato, risente anche dei meccanismi di pagamento delle opere pubbliche, per le quali il Comune anticipa somme che gli enti finanziatori restituiscono successivamente.

«Il sindaco - ha obiettato Ambrogio - mette insieme cifre che hanno significati differenti e le utilizza per sostenere la tesi di un indebitamento insostenibile. I documenti devono essere interpretati secondo le regole della contabilità pubblica e mai piegati alle convenienze della polemica politica».

Anche sulle passività ereditate dalla giunta Succurro, l'ex candidato sindaco ha fornito una lettura opposta a quella dell'attuale amministrazione. A suo giudizio, gli importi direttamente riferibili alla precedente gestione sarebbero inferiori a 900mila euro, in prevalenza per forniture elettriche. Altre esposizioni, tra cui quelle relative a Sorical e al sistema dei rifiuti, avrebbero invece origini assai più lontane.

Fra le questioni affrontate figura inoltre la richiesta economica degli eredi Milano, pari a circa 1,2 milioni di euro. Ambrogio ha citato una nota tecnica dell'ingegnere Pino Secreti, dalla quale emergerebbero motivi per opporsi alla pretesa. Per questo ha chiesto al sindaco di spiegare perché intenda considerare tale importo tra i debiti comunali prima di avere approfondito ogni possibile ragione di contestazione.

Il rendiconto relativo al 2025 costituisce un altro terreno di scontro. Ambrogio ha ricordato che l'anno contabile si è chiuso sotto la responsabilità dell'amministrazione Succurro e ha espresso forti riserve sugli interventi successivi della giunta Barile sul documento. Ha poi parlato della richiesta di integrazioni e precisazioni formulata, secondo quanto riferito, dall'organo di revisione.

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«Esamineremo il rendiconto, le osservazioni dei revisori e tutta la documentazione allegata. Nessuno - ha chiarito Ambrogio - pensi di ottenere dal Consiglio comunale un'approvazione automatica o di imporre alla città scelte irreversibili senza una valutazione rigorosa».

Dalla questione finanziaria, la conferenza stampa si è spostata su alcune vicende personali e patrimoniali dell'attuale primo cittadino. Ambrogio ha chiamato in causa precedenti operazioni di compravendita immobiliare che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero interessato beni riconducibili alla famiglia Barile e il patrimonio comunale. Ha parlato di prezzi che sarebbero stati fino a sette volte superiori ai valori di riferimento e ha chiesto spiegazioni pubbliche sulle relative procedure.

Un ulteriore passaggio ha riguardato un fabbricato di via Roma, già utilizzato come sede bancaria. Il palazzo in questione risulta di proprietà di Barile. Secondo quanto sostenuto in conferenza, l'edificio risulterebbe censito come unità collabente, classificazione sulla cui correttezza Ambrogio ha sollevato dubbi, anche attraverso fotografie e altri materiali presentati ai giornalisti.

Ambrogio ha inoltre riferito di presunte irregolarità tributarie di Barile per oltre 70mila euro, richiamando iniziative presso le autorità competenti e una denuncia che, stando alle sue dichiarazioni, sarebbe stata presentata dal comandante della Polizia locale, Rosario Marano. Si tratta di circostanze esposte da Ambrogio, sulle quali nei prossimi giorni il Comune di San Giovanni in Fiore completerà gli accertamenti e le valutazioni, attesi soprattutto dall'opposizione consiliare.

Sul versante amministrativo, Ambrogio ha difeso il lavoro svolto da Rosaria Succurro nei precedenti anni di governo cittadino. Ha ricordato gli investimenti nell'edilizia scolastica, negli asili, negli impianti sportivi e nella riqualificazione urbana, attribuendo alla passata amministrazione l'avvio e la realizzazione di numerosi interventi oggi al centro dell'attività comunale. Secondo i dati illustrati durante l'incontro, l'avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr avrebbe raggiunto circa il 95 per cento. Ambrogio ha sostenuto che anche per le opere ancora da ultimare esistono strumenti e opportunità per garantirne il completamento.

A suo giudizio, l'attuale amministrazione starebbe invece accumulando ritardi e difficoltà nella gestione quotidiana. Tra le criticità indicate vi sono la mancata apertura di alcuni asili nido, i problemi relativi ai servizi scolastici, la sospensione dell'assistenza domiciliare per anziani e persone con disabilità e l'indisponibilità di strutture sportive. Per il Palazzetto dello sport, Ambrogio ha ricordato le procedure predisposte in precedenza per affidarne la gestione alle associazioni, con la previsione della regolarizzazione delle eventuali pendenze economiche verso il Comune.

Una parte importante dell'intervento è stata riservata al lavoro e alla condizione dei precari calabresi. Ambrogio ha attribuito a Rosaria Succurro, oggi consigliera regionale, un ruolo di primo piano nel percorso che ha consentito di aumentare le risorse destinate alle assunzioni dei tirocinanti in deroga. Ha ricordato che Succurro, durante i mandati alla guida della Provincia di Cosenza e dell'Anci Calabria, ha sostenuto la vertenza insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto e agli assessori competenti. La dotazione prevista per ciascun lavoratore, inizialmente pari a 20mila euro, sarebbe stata elevata a 54mila euro, con circa 2.900 stabilizzazioni.

«Alla base di questi risultati – ha precisato Ambrogio – ci sono anni di impegno istituzionale e una trattativa che ha permesso a migliaia di persone di ottenere una prospettiva occupazionale dignitosa. Ora occorre proseguire su questa strada, anche attraverso la responsabilità e l'iniziativa dei sindaci». Lo stesso impegno, ha aggiunto, ha caratterizzato l'azione della precedente amministrazione comunale nei confronti dei lavoratori definiti “Invisibili” e di altre categorie costrette da decenni a condizioni di precarietà.

Nella parte conclusiva della conferenza, Ambrogio è intervenuto sulle notizie relative alle recenti acquisizioni di documentazione amministrativa da parte delle forze dell'ordine. Ha respinto qualsiasi tentativo di attribuire a tali attività un significato accusatorio già definito e ha ribadito la piena disponibilità a collaborare con magistratura e investigatori. «Gli accertamenti delle autorità - ha dichiarato Ambrogio - meritano sempre rispetto e grande collaborazione. È inaccettabile, invece, che la normale acquisizione di atti amministrativi venga utilizzata per alimentare sospetti e formulare giudizi anticipati».

Ambrogio ha infine ribadito che la documentazione illustrata durante l'incontro è stata offerta all'esame della stampa e ha invitato a un confronto fondato sui contenuti degli atti. Il messaggio politico rivolto a Barile è rimasto quello iniziale: la maggioranza consiliare intende opporsi a qualsiasi ipotesi di dissesto che non trovi adeguato fondamento nella situazione finanziaria effettiva dell'ente. «Il futuro di San Giovanni in Fiore non può essere compromesso da scelte che ricadrebbero per anni sulle spalle dei cittadini. Il Consiglio comunale - ha concluso Ambrogio - conosce le proprie responsabilità e le eserciterà sino in fondo».