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12/01/2026 ore 09.41
Politica

Amministrative a Cosenza, Antoniozzi: «Serve un progetto di qualità, non una corsa ai nomi»

Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera invita la coalizione a lavorare su una visione politica solida e condivisa in vista delle comunali del 2027, puntando su competenze, identità e vocazione culturale della città

di

di Alfredo Antoniozzi*

Nei giorni scorsi sono intervenuto chiedendo alla mia coalizione di lavorare in vista delle amministrative del 2027 chiedendo che si lavori su un progetto politico e su nomi di altissimo profilo. Non per indicare sin da ora il candidato. Ne per mettere bandierine che pure il mio partito potrebbe mettere senza timori. Fdi ha nomi di alta qualità e qualora dovesse esprimere il suo candidato lo farà sapendo di poterlo fare e senza bisogno di sollecitazionei:se toccherà a noi sapremo scegliere.


Il mio era in realtà un monito che andava oltre i recinti degli schieramenti. La politica ha come sua missione quella di dover guardare al futuro. Ma il futuro senza radici, ci insegna Heidegger, è solo dialettica senza qualità.
Le elezioni locali hanno sempre un significato politico se riguardano le città ma il dovere che incombe su Cosenza è essere severi nella qualità delle scelte. La politica è rappresentativa se è la sintesi dei ceti in chiave partecipativa. Per questo non è mai stata una professione. Ma un conto è dire questo un altro è pensare che si possa andare avanti facendo a meno della conoscenza, della cultura, dei saperi. Io non vivo nella mia città ma la vivo ogni giorno nel segno della identità e delle tracce che mi ha lasciato. Non solo per l'impegno politico di mio padre che lo ha visto recitare un ruolo da protagonista nella prima Repubblica ma anche per i segni della mia famiglia materna.


Per questo ho sostenuto all'epoca l'idea di Caruso sulla capitale della cultura. E per questo penso che ci si debba scontrare nelle aule, nei consessi ma non nella collaborazione istituzionale. Meloni non fa la guerra a Gualtieri non perché sia consociata ma perché ama e rispetta Roma e giustamente si impegna per un patrimonio che è comune.
Se cedessimo alla compulsione di fare oggi un sondaggio su nomi perderemmo ogni prospettiva di qualità. E invece dobbiamo investire sulla vocazione di questa città alla leadership. Riusciamo a capire cosa vogliono davvero i cosentini? È questo il dilemma. Ed è questo quello per cui dobbiamo lavorare. Capendo che quello che sembra indifferenza in realtà è mancanza di sollecitazione esterna. Riusciamo a parlare con la comunità cattolica, con i ceti, con le categorie? È questa la domanda da porci. Che ne pensiamo dell 'Unione dei Comuni? Quali idee abbiamo sui servizi? Se le domande sono errate, ripeteva Paul Watzlawickz, le risposte non saranno mai giuste. La città di Telesio merita che la politica, tutta, non sia un referendum o un quesito tra persone ma uno sforzo di qualità e di eccellenza.

*vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera