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06/04/2026 ore 09.30
Politica

A Castrovillari e San Giovanni in Fiore le elezioni rischiano di essere un flop: ecco perché

Nella città del Pollino il campo largo non è riuscito a trovare una sintesi nonostante il centrodestra sia ancora all’affanosa ricerca di un candidato. In Sila Mario Oliverio non è disponibile alla candidatura a sindaco e si è alla spasmodica ricerca di un’alternativa quando mancano un paio di settimane alla presentazione delle liste

di Massimo Clausi

Capitalizzare il No. Dopo la vittoria sul referendum, il centrosinistra è chiamato a dare prova che il voto dello scorso marzo aveva eccome un senso politico. L’occasione sono le amministrative di primavera che, per quanto riguarda la provincia di Cosenza, riguardano due centri importanti come Castrovillari e San Giovanni in Fiore. Il centrosinistra va incontro a questo appuntamento con il solito approccio. La Federazione provinciale del Pd, la più grande della Calabria, è nel caos più totale con il segretario Matteo Lettieri che è ancora in sella ma che secondo molti ha i giorni contati.

L’effetto immediato è che da tempo la direzione provinciale non si riunisce più e, a quanto ci risulta, non si è svolta nemmeno una riunione per discutere del voto almeno nei centri più importanti. Partiamo da Castrovillari. Qui il centrosinistra viaggerà in ordine sparso. Dopo lunghe discussioni alla fine il Pd ha deciso di candidare Ernesto Bello che ha avuto la meglio rispetto alle altre due ipotesi sul tavolo ovvero Nicola Di Gerio e Pasquale Pace.

Alla candidatura hanno dato adesione anche alcune civiche come Democratici per Castrovillari e Progressisti e Radici per il futuro. Parlare però di candidatura unitaria del centrosinistra è azzardato. Il M5s, ad esempio sta ancora decidendo il da farsi. la tentazione è quella di presentare una lista autonoma, ma bisogna vedere se avranno la forza politica per farlo. Intanto chi ha rotto gli indugi è il consigliere regionale Ferdinando Laghi. Il suo movimento civico e ambientalista ha deciso di candidare l’avvocato trentaseienne Leonardo Graziadio. Un discorso a parte meritano poi i Socialisti.

A lungo avevano accarezzato l’idea di sparigliare le carte politiche e creare un polo liberale-riformista insieme a Forza Italia. il coordinatore provinciale degli Azzurri, Gianluca Gallo, si era detto d’accordo con la visione e aveva individuato nell’ex parlamentare Mimmo Pappaterra la persona ideale per incarnare questo esperimento politico. Il diretto interessato, però, ha declinato l’invito non ravvisandovi le condizioni politiche. Questo passaggio ci porta direttamente al centrodestra. Nella coalizione la scelta del candidato sindaco doveva toccare a Fratelli d’Italia. Si è accesa però una lotta intestina fra l’ex presidente f. f. della Provincia, Giancarlo Lamensa, e Anna De Gaio, presidente della commissione regionale Pari Opportunità.

Di fronte al rischio di lacerare il partito, FdI ha rinunciato all’indicazione del candidato sindaco, lasciando il cerino in mano a Forza Italia che adesso, dopo il fallito tentativo di Pappaterra, deve individuare il nome giusto. In tutto questo sono in ascesa le quotazioni di Luca Donadio, che di fronte alla crisi strutturale dei due blocchi, si sta presentando come candidato anti-sistema.

Non a caso ha dichiarato di non volere nelle sue liste nessuno che abbia avuto esperienze di governo cittadino con Lo Polito. Il punto, restando al centrosinistra, è che ancora una volta il campo progressista presenta profonde divisioni e forse rischia di sciupare una buona occasione per continuare ad amministrare il territorio. Ancora peggio vanno le cose a San Giovanni in Fiore. Qui il centrodestra da tempo ha il suo candidato ovvero Marco Ambrogio, marito del sindaco uscente Rosaria Succurro e che attualmente ricopre il ruolo di assessore al Bilancio.

Mentre lui è in campagna elettorale da settimane, il centrosinistra è nel pantano. L’ex presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, continua a negare di essere interessato alla candidatura. Gli incontri si susseguono, ma il nome del candidato ancora non è uscito fuori, nonostante siamo a ridosso della presentazione delle liste. La scadenza è fissata per le 12 del 26 aprile. Considerato che di mezzo ci sono le festività di Pasqua. Siamo proprio in zona Cesarini. Capitalizzare il no in provincia di Cosenza diventa una sfida improba.