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25/04/2026 ore 09.26
Politica

Area mercatale, Ghionna attacca il Comune: «A Rende manca il confronto»

Il capogruppo di Futuro - Rende critica la gestione amministrativa sulla vicenda del mercato e denuncia un modello decisionale chiuso e sempre più distante dalla città

di Redazione

A Rende la questione dell’area mercatale diventa il punto più visibile di una contestazione più ampia, che investe non solo il merito delle scelte amministrative ma soprattutto il metodo con cui vengono assunte. A sostenerlo è Marco Saverio Ghionna, capogruppo di Futuro - Rende, che interviene con una dura presa di posizione politica denunciando l’assenza di confronto tra amministrazione e città.

Nel suo ragionamento, il nodo non è stabilire in astratto se lo spostamento del mercato sia giusto o sbagliato. Il problema, spiega, è che anche su questo tema si ripete uno schema ormai riconoscibile: decisioni prese senza coinvolgere cittadini, commercianti e ambulanti, con il risultato di alimentare diffidenza e rigetto anche davanti a scelte che, in teoria, potrebbero avere elementi di validità.

Ghionna: il problema di Rende è il metodo

La critica mossa dal capogruppo di Futuro - Rende parte da un punto preciso: l’assenza di un vero percorso di dialogo. Secondo Ghionna, sulla vicenda dell’area mercatale si ripropone una dinamica che si starebbe ormai consolidando nel governo cittadino, quella di scelte calate dall’alto e comunicate alla città senza un confronto preventivo.

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Nel testo, Ghionna sostiene che cittadini, commercianti e ambulanti restino sistematicamente esclusi da ogni spazio di discussione, e che questo produca un effetto inevitabile: ogni decisione viene respinta a prescindere, perché manca a monte la costruzione di un consenso o almeno di una condivisione minima.

Il punto, dunque, non sarebbe il contenuto della singola scelta, ma la forma politica con cui viene imposta.

«Decide il sindaco, gli altri seguono»

La presa di posizione si allarga poi al funzionamento complessivo dell’amministrazione. Ghionna descrive un modello decisionale molto netto, nel quale il sindaco deciderebbe e la maggioranza si limiterebbe a seguire, senza un reale spazio di autonomia critica o di discussione interna.

In questo quadro, anche gli assessori vengono descritti come figure che firmano gli atti senza incidere davvero nella costruzione delle scelte. Una lettura fortemente critica, che punta a colpire non solo la decisione sul mercato ma l’intero assetto politico-amministrativo della città.

Per il capogruppo di opposizione, questo metodo finisce per erodere giorno dopo giorno il rapporto di fiducia tra l’amministrazione e la comunità, rendendo ogni passaggio più difficile e ogni decisione più indigesta.

Dal mercato ai segnali di fuga dalla città

Nel ragionamento di Ghionna, la vicenda dell’area mercatale non è un episodio isolato ma il sintomo di un malessere più profondo. Dal territorio, sostiene, arriverebbero già segnali preoccupanti: attività che chiudono o si spostano, eventi in riduzione e ora anche il mercato messo in discussione.

L’immagine evocata è quella di una città che rischia di perdere pezzi importanti del proprio tessuto economico e sociale. Un processo che viene definito come un esodo silenzioso, capace di toccare economia, servizi e formazione.

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Per Ghionna, il problema non riguarda soltanto il presente immediato, ma le conseguenze di medio periodo di un modello amministrativo che allontanerebbe progressivamente cittadini, imprese e opportunità.

Trasporti, scuole e viabilità tra le altre criticità

La critica si estende anche ad altri fronti della vita cittadina. In particolare, Ghionna richiama le difficoltà del trasporto pubblico, sottolineando come le criticità nel raggiungere gli istituti scolastici possano già orientare, dalle prossime iscrizioni, le scelte di studenti e famiglie verso altre realtà.

È un passaggio politicamente rilevante, perché lega il tema dei servizi di mobilità a quello della tenuta del sistema formativo locale, mostrando come certe inefficienze possano produrre effetti ben oltre il disagio quotidiano.

A questo si aggiunge la questione della viabilità, che secondo Ghionna starebbe diventando sempre più incerta e mutevole, modificata a colpi di ordinanze che da un giorno all’altro cambierebbero le abitudini di residenti, lavoratori e studenti senza un adeguato confronto e senza una reale fase di sperimentazione.

«Troppa narrazione, pochi problemi risolti»

Uno dei passaggi più politici della nota riguarda il rapporto tra comunicazione e sostanza amministrativa. Ghionna parla di una crescente percezione di un’amministrazione più concentrata sul racconto di sé che sulla soluzione concreta dei problemi.

Nel mirino finisce una comunicazione definita continua, in cui l’ordinario verrebbe presentato come straordinario e ogni intervento trasformato in occasione di autocelebrazione. In questa lettura, l’immagine avrebbe ormai preso il sopravvento sulla sostanza, mentre le criticità resterebbero sul tavolo senza una risposta adeguata.

È qui che la presa di posizione dell’opposizione assume il tono più netto: non si contesta soltanto una decisione, ma un’intera impostazione amministrativa, giudicata incapace di coinvolgere davvero la città.

L’affondo finale: «Serve un cambio di metodo»

La conclusione del ragionamento di Ghionna ruota attorno a una domanda politica precisa: è davvero questo il modello di città che si vuole costruire? La sua risposta è chiaramente negativa. Per il capogruppo di Futuro - Rende, una comunità può crescere solo se viene ascoltata, coinvolta e resa parte delle scelte.