Sezioni
16/04/2026 ore 20.21
Politica

Assistenza domiciliare, la Calabria supera il target Pnrr e sblocca 55 milioni

Oltre 44 mila over 65 presi in carico in ADI al 31 dicembre 2025. Miserendino: risultato consolidato che rafforza cure e sanità territoriale

di Redazione

La Calabria raggiunge e supera il target previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il sub-investimento M6C1 – 1.2.1 “Assistenza Domiciliare”, centrando un risultato che porta in dote nuove risorse e rafforza uno degli assi strategici della sanità regionale. Secondo i dati ufficiali aggiornati al 31 dicembre 2025, sono 44.506 gli over 65 presi in carico in Assistenza domiciliare integrata.

Il dato certifica il superamento dell’obiettivo fissato dal Pnrr e consente alla Regione di accedere a 55 milioni di euro destinati al potenziamento delle cure domiciliari. Una cifra significativa, che punta a dare maggiore struttura alla sanità territoriale e a consolidare un modello assistenziale sempre più orientato alla prossimità.

Oltre 44 mila over 65 in carico con l’assistenza domiciliare integrata

Il numero di 44.506 anziani over 65 seguiti in ADI restituisce il quadro di una rete che, almeno sul piano dei target programmati, ha saputo tenere il passo con gli obiettivi nazionali. Il risultato viene letto come il frutto dell’impegno operativo delle Aziende sanitarie calabresi, chiamate negli ultimi anni a rafforzare la presa in carico dei pazienti direttamente a domicilio.

Il superamento del target non ha soltanto un valore numerico o amministrativo. Rappresenta anche un indicatore della capacità del sistema regionale di spostare una parte dell’assistenza dal presidio ospedaliero al territorio, in una regione dove l’età media elevata e la distanza dai grandi ospedali rendono ancora più centrale il tema delle cure domiciliari.

I 55 milioni del Pnrr per consolidare le cure a casa

Il traguardo conseguito consente ora alla Calabria di accedere ai 55 milioni di euro previsti dal Pnrr per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare. Le risorse sono destinate a sostenere in modo più strutturale una sanità che prova a crescere fuori dalle mura ospedaliere, dentro un modello in cui la casa diventa il primo luogo di cura.

È qui che il risultato assume anche una valenza strategica: investire sulle cure domiciliari significa provare a migliorare la qualità dell’assistenza quotidiana, alleggerire la pressione sugli ospedali e dare una risposta più aderente ai bisogni di una popolazione anziana e diffusa su territori spesso complessi da raggiungere.

Miserendino: «Risultato consolidato per il terzo anno consecutivo»

A sottolineare la portata del traguardo è il direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, che parla di un risultato ormai consolidato nel tempo. «Si tratta di un risultato ormai consolidato – dichiara il direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino – che per il terzo anno consecutivo dimostra come il lavoro congiunto tra Regione, Aziende sanitarie, professionisti e medici di medicina generale sia in grado di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone».

Il passaggio evidenzia un altro elemento ritenuto decisivo: la collaborazione tra i diversi livelli del sistema sanitario regionale. La tenuta del modello, nella lettura di Miserendino, dipende infatti dalla capacità di mettere in rete Regione, aziende, professionisti e medici di medicina generale, costruendo un’assistenza più vicina ai cittadini e più efficace nella presa in carico.

«La casa primo luogo di cura»

Nel commento del direttore generale di Azienda Zero emerge anche una precisa visione di fondo. «Rendere la casa il primo luogo di cura è una priorità strategica per una Regione caratterizzata da un’elevata presenza di popolazione anziana e da territori spesso distanti dai grandi ospedali».

È una frase che sintetizza bene l’obiettivo del rafforzamento dell’assistenza domiciliare in Calabria: portare le cure dove vivono le persone, soprattutto nelle aree più fragili e nei contesti in cui il rapporto con i servizi ospedalieri può risultare più difficile.

Cure più vicine e meno ricoveri impropri

Il rafforzamento dell’assistenza domiciliare viene indicato anche come uno strumento capace di migliorare la qualità della vita degli anziani e di ridurre i ricoveri impropri. «Rafforzare l’assistenza domiciliare significa inoltre garantire cure più vicine ai cittadini, migliorare la qualità della vita degli anziani e ridurre i ricoveri impropri, contribuendo al miglioramento del sistema sanitario», aggiunge Miserendino.

In questo senso, il target raggiunto dalla Calabria non viene presentato soltanto come una tappa contabile del Pnrr, ma come un passaggio che può incidere concretamente sull’organizzazione della sanità regionale, spostando il baricentro verso un’assistenza più continua, territoriale e personalizzata.

Un risultato che pesa sul futuro della sanità regionale

Il superamento del target Pnrr sull’assistenza domiciliare in Calabria consegna dunque alla Regione un doppio risultato: da una parte la disponibilità di 55 milioni di euro per rafforzare le cure domiciliari, dall’altra la conferma di una linea sanitaria che punta a investire sempre di più sulla prossimità e sul territorio.