Sezioni
18/02/2026 ore 20.50
Politica

Autonomia differenziata, Bevacqua contro le pre-intese: «Sulla sanità colpo durissimo al Sud»

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri agli schemi preliminari con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, l’ex capogruppo Pd calabrese avverte: «Rischio disuguaglianze e diritti a due velocità»

di Redazione

«Il silenzio calato sui rischi e sui pericoli dell’autonomia differenziata è grave. Ed è pericoloso». Mimmo Bevacqua, già capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale della Calabria, rompe il clima di attesa e lancia un allarme politico e sociale dopo il passaggio compiuto oggi dal Governo: l’approvazione, in Consiglio dei ministri, degli schemi preliminari di intesa con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

Il passaggio in Consiglio dei ministri e il nodo sanità

Bevacqua legge la giornata come uno snodo capace di «incidere profondamente sull’assetto del Paese e, soprattutto, sui diritti dei cittadini», mettendo al centro la scelta – da lui contestata – di far rientrare la sanità tra le materie toccate dal percorso di autonomia.

Il Consiglio dei ministri, secondo quanto riportato da fonti di cronaca, ha dato il via libera agli schemi di intesa preliminare per alcune materie “non LEP”, con un capitolo che riguarda la sanità legato al coordinamento della finanza pubblica: un dettaglio tecnico che, nel dibattito politico, sta diventando il terreno su cui misurare effetti e timori.

«Punto di svolta preoccupante»: cosa teme Bevacqua

Nella dichiarazione, Bevacqua individua il rischio principale nella possibilità che alcune Regioni possano spingersi verso strumenti e margini più ampi, arrivando – nella sua lettura – a rafforzare differenze già esistenti: «Si apre la possibilità per alcune Regioni di istituire fondi sanitari integrativi, di fissare tariffe superiori a quelle nazionali, di retribuire meglio il personale, di utilizzare le risorse del Fondo Sanitario Nazionale con meno vincoli rispetto alle altre».

Per Bevacqua «è evidente che tutto questo non può essere neutrale» e il punto non è “ideologico”, ma costituzionale: «In gioco non c’è uno scontro ideologico, ma il principio costituzionale dell’uguaglianza dei diritti e la garanzia del diritto alla salute per tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono».

«Colpo durissimo al Sud» e disuguaglianze territoriali

Il cuore dell’attacco è nella conseguenza che l’esponente dem calabrese considera più probabile: «Il rischio concreto è infliggere un colpo durissimo al Servizio Sanitario Nazionale e ampliare ulteriormente le disuguaglianze territoriali, penalizzando in modo particolare il Sud e le aree già più fragili».

È un messaggio che intercetta una sensibilità già alta in Calabria, dove la sanità resta tema strutturale e quotidiano, tra carenze di personale, mobilità sanitaria e percezione di diritti non sempre omogenei.

L’appello: «Un movimento per coesione e diritti»

Bevacqua chiude con una chiamata alla mobilitazione culturale e politica: «Oggi più che mai è necessario promuovere in Calabria un movimento politico e culturale che non sia contro qualcuno, ma per qualcosa: per la coesione nazionale, per l’uguaglianza sostanziale dei diritti, per un Sud che non venga marginalizzato ma finalmente valorizzato». E la frase finale è una linea di demarcazione: «Non possiamo permetterci distrazioni. Non possiamo permetterci rassegnazione».