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23/06/2026 ore 17.03
Politica

Autonomia differenziata, Greco scrive ai parlamentari del Sud: «Difendete i diritti»

La consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva chiede il voto contrario alle pre-intese con quattro Regioni

di Redazione

L’autonomia differenziata torna al centro del dibattito politico e istituzionale. La consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva, Filomena Greco, ha inviato una lettera aperta a deputati e senatori eletti nelle regioni del Mezzogiorno, chiedendo loro di votare contro le pre-intese sottoscritte dal Governo con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Un appello rivolto a tutti i parlamentari meridionali, senza distinzione di schieramento politico, nel nome della difesa dell’unità sostanziale della Repubblica e della garanzia uniforme dei diritti fondamentali.

«Non vi chiedo di difendere una parte politica. Vi chiedo di difendere un principio costituzionale fondamentale: i diritti dei cittadini devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale», scrive Greco.

La lettera di Filomena Greco ai parlamentari del Mezzogiorno

La consigliera regionale firma la lettera non soltanto nel suo ruolo istituzionale, ma anche come rappresentante di una terra che, sottolinea, conosce ogni giorno il peso delle disuguaglianze territoriali e dei diritti non sempre garantiti nella stessa misura a tutti i cittadini italiani.

Greco chiede a deputati e senatori del Sud di respingere le pre-intese in materia di autonomia differenziata e di sostenere invece un percorso di riforma che metta al centro la piena attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, il rafforzamento dei meccanismi perequativi e la garanzia uniforme dei diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale.

Secondo la consigliera, il principio di uguaglianza rischia di essere eluso proprio dal modo in cui le pre-intese oggi all’esame del Parlamento sono state costruite.

Il nodo delle pre-intese e il richiamo alla Corte Costituzionale

Greco osserva che le intese con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto si innestano su procedimenti avviati nel 2017 e ripresi solo di recente, in un contesto profondamente cambiato dalla pandemia, dalla crisi energetica e dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 192 del 2024.

Una pronuncia che, secondo la consigliera regionale, ha richiamato limiti, condizioni e garanzie precise per l’attuazione della riforma.

A questo si aggiunge un tema di trasparenza istituzionale. Sanità, protezione civile, professioni e previdenza complementare riguardano aspetti essenziali della vita dei cittadini, ma durante l’esame parlamentare delle pre-intese, denuncia Greco, sarebbe stata impedita l’audizione dei ministri competenti sulle materie direttamente coinvolte, nonostante le richieste avanzate dalle opposizioni.

Sanità, giovani e divari territoriali

Per Filomena Greco, le conseguenze di questo quadro si misurano nella vita quotidiana dei cittadini del Mezzogiorno.

«Migliaia di cittadini continuano a spostarsi verso altre aree del Paese per ottenere prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite ovunque con gli stessi standard», scrive. «Molti giovani lasciano ogni anno la propria terra per studiare, lavorare o costruire altrove il proprio futuro. Interi territori continuano a soffrire ritardi infrastrutturali, carenze nei servizi pubblici essenziali e minori opportunità di sviluppo. Questa non è una lettura ideologica. È una realtà che amministratori, sindaci, consiglieri regionali e parlamentari del Mezzogiorno conoscono bene».

Il tema, per Greco, non è quindi soltanto politico, ma riguarda la tenuta concreta dei diritti sociali e civili nelle aree più fragili del Paese.

Il richiamo all’articolo 3 della Costituzione

Nella lettera, la consigliera regionale richiama anche l’articolo 3 della Costituzione, sottolineando che l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini non è stata ancora pienamente realizzata.

Per questo, prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni, Greco ritiene necessario garantire ovunque Livelli Essenziali delle Prestazioni realmente uniformi e verificare che i meccanismi di perequazione siano effettivamente in grado di ridurre i divari territoriali.

L’autonomia, nella lettura della consigliera, non può procedere senza una base comune di diritti, servizi e opportunità. Diversamente, il rischio sarebbe quello di rendere strutturali differenze che già oggi pesano su sanità, infrastrutture, scuola, lavoro e servizi pubblici.

Protezione civile e sicurezza dei cittadini

Un altro passaggio della lettera riguarda la protezione civile. Greco evidenzia che le emergenze sismiche, idrogeologiche e climatiche richiedono una visione nazionale e strumenti fondati sulla solidarietà tra territori.

La sicurezza dei cittadini, avverte, non può trasformarsi in un diritto differenziato. Da qui la critica a un percorso che, secondo la consigliera, rischia di frammentare competenze delicate senza prima garantire standard uguali per tutti.

«L’unità della Repubblica non si difende a parole»

Per Greco resta una domanda centrale: se le competenze richieste da Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sono davvero destinate a migliorare l’efficienza amministrativa e la qualità dei servizi, perché tali benefici dovrebbero essere riconosciuti soltanto a quattro Regioni?

Il voto che deputati e senatori del Mezzogiorno saranno chiamati a esprimere, sottolinea la consigliera regionale, non rappresenta una semplice formalità procedurale, ma una scelta destinata a produrre effetti profondi e duraturi sul futuro del Paese.

«I diritti fondamentali non possono dipendere dal luogo in cui una persona nasce o risiede», conclude Greco. «Tra qualche anno i cittadini non ricorderanno le dinamiche interne ai partiti, ma ricorderanno chi ha difeso il loro diritto ad avere le stesse opportunità e gli stessi servizi garantiti in ogni parte d’Italia. L’unità della Repubblica non si difende con le dichiarazioni di principio. Si difende garantendo a tutti i cittadini italiani gli stessi diritti, le stesse opportunità e la stessa dignità».