Sezioni
08/09/2026 ore 09.04
Politica

Autostazione di Cosenza, «Promesse sulla sicurezza da oltre due anni. E ancora ci chiediamo: a che punto siamo?»

La consigliera comunale incalza Comune e Regione dopo la risposta del Prefetto: videosorveglianza, illuminazione e trasferimento dello scalo erano già stati messi sul tavolo. «Cittadini e operatori continuano a vivere nella paura».

di Bianca Rende*

Ancora una volta gli organi dello Stato si dimostrano più sensibili dei poteri locali sui problemi della sicurezza civica e imprenditoriale. Perciò sono grata al Prefetto dell'attenzione che ha voluto manifestare al mio intervento di semplice consigliera comunale che ha chiamato a responsabilità tutte le istituzioni sull'ormai annoso problema dell'ordine pubblico nella zona dell'Autostazione, a Cosenza.

Nei giorni scorsi ho infatti ricevuto una Sua risposta nella quale si precisano alcune verità che ritengo l’opinione pubblica meriti di conoscere e di valutare per farsi un’idea sulle reali responsabilità e sulla serietà di certi impegni presi.

Le problematiche di sicurezza pubblica nell’area sono state oggetto di approfondimento in occasione di numerose sedute del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Durante le quali si è anche valutata la possibilità di una diversa dislocazione dell’importante infrastruttura di servizio, in zona più agevolmente vigilabile (es. Vagliolise) e da collegare con collegamenti adeguati.

Ma soprattutto che, “nella seduta del 12 giugno 2024 l’Amministrazione comunale e Ferrovie della Calabria srl avevano assunto l’impegno di intervenire in termini contingenti – potenziamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza – ma soprattutto strutturali” per raggiungere una soluzione definitiva.

Nelle more che ciò avvenga e che gli impegni presi vengano rispettati dalle Amministrazioni competenti, i servizi di controllo delle forse di polizia nell’area sono frequenti ed efficaci, per come risulta dal successo di alcune operazioni condotte.

Dall’autorevole risposta che ho ricevuto in questi giorni si può dedurre che se da un lato la Regione (qualcuno interpelli formalmente il presidente Occhiuto!), con le Ferrovie della Calabria, è inadempiente sul trasferimento dello scalo in zona più pertinente o anche solo rispetto al potenziamento dell’illuminazione, Comune di Cosenza e Regione Calabria avevano assunto l’impegno per un confronto serio e proficuo. Ma oggi ci chiediamo: a che punto siamo?

La soluzione era stata indicata anche nelle interlocuzioni richiamate dalla Prefettura più di due anni fa. Eppure, ancora oggi, cittadini, residenti e operatori continuano a vivere nella paura.

Come ci viene evidenziato, il Comune, ha assunto impegni che avrebbero potuto migliorare la sicurezza sociale e ambientale di una zona cruciale per l'economia cittadina. Che risultanze sta dando il sistema di video sorveglianza più volte annunciato?

A questo punto c'è da auspicare e sollecitare che si attui quanto è possibile e doveroso avviare per rispettare l'intesa sottoscritta e dare comunque una maggiore sicurezza ai cittadini interessati e alle attività produttive connesse.

Ma ripeto quanto già detto nel precedente intervento: il modo migliore per restituire vivibilità all’area, è quello di portarvi un’antropizzazione positiva, attraverso l’organizzazione di attività ludiche e culturali. Le città percepite come sicure sono quelle in cui nessun residente o avventore si sente una monade abbandonata a se stessa. Come ho proposto nell’ultima commissione Cultura alla presenza della delegata consigliera Cozza, si organizzi presto nell’area qualche iniziativa di quelle che spesso trovano luogo in altre zone della città (reading, festival, presentazione di libri, mostre di pittura), perché la moneta buona scacci quella cattiva.

*Bianca Rende, consigliera comunale Cosenza