Bando di vendita Amaco, Rende: «La Regione non può voltarsi dall’altra parte»
La consigliera comunale di Cosenza: «A rischio 15 posti di lavoro, serve una proposta migliorativa d’acquisto»
«A fine novembre, dopo l’ennesima riunione in Regione, l’assessore Gallo dichiarava che la vertenza Amaco stava andando verso una definizione positiva. Parole che avevano generato aspettative e rassicurazioni tra i lavoratori e tra quanti hanno a cuore il futuro del trasporto pubblico nell’area urbana di Cosenza. Si parlava dell’istituzione di una commissione tecnica per definire il percorso che avrebbe dovuto portare al trasferimento dell’intero complesso aziendale da Amaco a Cometra, mettendo al centro la salvaguardia di tutti i posti di lavoro». È quanto dichiara in una nota la consigliera comuanle di Cosenza Bianca Rende.
«Intanto, il 31 gennaio 2026, sarebbe scaduta l’ultima proroga dell’esercizio provvisorio. Oggi, a distanza di pochi mesi, lo stesso assessore si dice perplesso sulla vendita di Amaco e paventa rischi per i lavoratori. Ma queste dichiarazioni arrivano quando ormai il curatore fallimentare, ricevuta una proposta di acquisto da parte di un soggetto privato, non ha potuto fare altro che pubblicare il bando di vendita che scadrà giorno 13 di questo mese.
Un bando che non solo recepisce obbligatoriamente la proposta del privato che pone un limite di 95 lavoratori, lasciando quindi fuori 15 persone senza alcuna prospettiva che potrebbero essere salvati da una proposta migliorativa d’acquisto, ma che prevede anche l’acquisizione delle percorrenze oggi detenute da Cometra che potrebbe invece avanzare una proposta che salvaguardi l’intero organico. Leggere oggi le parole dell’assessore Gallo, che considera ormai tramontata la possibilità che Cometra acquisisca i servizi, rappresenta il segno evidente del fallimento della gestione regionale di questa vertenza.
Una gestione che non può essere ridotta a un ruolo notarile o a un semplice controllo delle procedure. La Regione Calabria non può lavarsi le mani di fronte a una situazione che mette a rischio lavoratori e servizio pubblico. Cosenza resterebbe l’unico capoluogo che concede le tratte ma non controlla il sistema dei suoi trasporti collettivi. Serve una assunzione chiara e forte di responsabilità politica, perché la salvaguardia dei lavoratori deve essere totale e non parziale.
Il passaggio ai privati, che dalle parole dell’assessore Gallo sembrerebbe ormai considerato inevitabile, non può essere accettato con rassegnazione e soprattutto non può avvenire senza garanzia dei diritti dei lavoratori. Cosenza e tutta l’area urbana hanno diritto a un sistema di trasporto pubblico locale che sia realmente cogestito da pubblico e privato, ma soprattutto d’interesse pubblico nella gestione e nelle scelte strategiche. Rinunciare a questo significa arretrare sul terreno dei diritti dei lavoratori e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. O è forse questo il liberalismo promesso da Occhiuto?», conclude la consigliera comunale di Cosenza Bianca Rende.