Bilancio Consolidato 2025, l’Amministrazione Principe a Trombino: «Nessun buco, i conti sono in equilibrio»
Crediti in calo di oltre 4,6 milioni, liquidità a 31,6 milioni e patrimonio netto in crescita. Il Comune di Rende chiarisce anche l’aumento dei debiti e la svalutazione dei crediti: «Numeri che confermano una gestione prudente delle risorse»
In riferimento alla richiesta di chiarimenti formulata attraverso i media dal consigliere Eugenio Trombino, l’amministrazione comunale di Rende precisa quanto segue. «Occorre in prima battura un doveroso chiarimento. Il Bilancio Consolidato approvato nella scorsa seduta consiliare è la rappresentazione economico-patrimoniale del Comune e della società in house Rende Servizi Srl. I valori riportati nel documento sono la somma delle componenti del patrimonio complessivo dell’ente».
«Dalle dichiarazioni rese dal consigliere Trombino – si sottolinea - emerge una conoscenza sfumata della funzione del Bilancio Consolidato: esso non autorizza spese, non determina il risultato di amministrazione, non incide sugli equilibri di bilancio, ma ha solo la funzione conoscitiva. Invece, considera il Comune e la sua società in house, Rende Servizi, un'unica entità. Poggia sulla contabilità economico-patrimoniale, che la legge affianca alla contabilità finanziaria, “ai fini conoscitivi”. Alla contabilità finanziaria resta il compito principale: autorizzare la spesa e rendicontarne i risultati».
«Quindi, cercare “lo stato reale dei flussi finanziari” nel Bilancio Consolidato, come fa il consigliere Trombino, significa cercare nel posto sbagliato. Infatti, secondo la legge (articolo 11-bis del decreto legislativo. 118 del 2011), il Bilancio Consolidato si compone di conto economico e stato patrimoniale, mentre i flussi sono contenuti nel conto del bilancio, approvato ad aprile con il rendiconto. D’altronde, tutto questo è stato chiarito dal dibattito consiliare del 2 ottobre. In questa sede, l’Amministrazione guidata dall’Onorevole Sandro Principe ha spiegato che il consolidato aggrega il rendiconto 2025 del Comune e il bilancio di Rende Servizi».
Poi ancora: «Inoltre, si è spiegato che le partite infragruppo sono state elise (ovvero: sono state annullate tutte le operazioni commerciali tra Comune e in house) come impone la normativa di riferimento. I crediti sono diminuiti di oltre 4,6 milioni, anche grazie a una riscossione più incisiva e la liquidità è cresciuta di quasi 9,7 milioni. Infine, l’aumento dei debiti è legato all’avvio delle opere pubbliche, mentre il risultato economico negativo di 322mila euro dipende dalla svalutazione prudenziale dei crediti, quasi 2,7 milioni, senza la quale il risultato sarebbe stato ampiamente positivo».
L’Amministrazione analizza più nel dettaglio le varie voci
«I debiti verso fornitori riportati nel consolidato (14.386.679 euro) sono inferiori a quelli del solo Comune (14.531.386 euro). L’incremento è stato determinato dal 4,3 milioni di spese destinate a investimenti, per lo più eterofinanziati. Anche la voce contabile “altri debiti” ha subito una variazione in aumento a causa del tributo speciale previsto per la tassa rifiuti che l’ente per l’esercizio 2025 ha accantonato prudenzialmente in attesa della approvazione delle nuove tariffe da parte dall’Autorità regionale preposta. Anche in questo caso la posta è integralmente coperta dalla tariffa.
Queste cifre non rappresentano «buchi» o debiti fuori bilancio: fotografano, al 31 dicembre 2025, obbligazioni già impegnate e coperte nel bilancio finanziario (i residui passivi), per lavori, servizi e forniture in attesa di pagamento a cavallo dell’anno. Nel rendiconto comunale, oltre 1,3 milioni sono legati fatture non ancora pervenute alla data di chiusura.
Ancora: le immobilizzazioni in corso aumentano del 60%. A fronte di circa 26 milioni di debiti di funzionamento, a fine anno il gruppo disponeva di 31,6 milioni di liquidità. Invece, i debiti da finanziamento – costituiti dai mutui – sono scesi di 2 milioni.
La svalutazione dei crediti deriva dall’accantonamento con cui si mette il bilancio al riparo dai crediti di dubbia esigibilità. Lo stesso vale per i fondi rischi, cresciuti di circa 800 mila euro. Questo a conferma della condotta prudente nella gestione delle risorse comunali.
Negli enti pubblici il conto economico non misura un profitto: i proventi sono tributi e trasferimenti e il risultato risente di componenti non monetarie e prudenziali. Lo stato patrimoniale evidenzia un patrimonio netto del gruppo cresciuto, da 89,7 a 90,2 milioni.
Dal 2027 i decreti attuativi della riforma accrual porteranno nuove regole. Tra queste, un nuovo principio contabile per il bilancio consolidato allineato allo standard Itas 12, fino al pieno regime dal 2030. Cambieranno schemi, criteri e perimetri. Il Comune ha già riclassificato i conti 2025 nel nuovo piano dei conti unico, nell’ambito della fase pilota. Perciò sarebbe utile che anche l'opposizione arrivasse all'appuntamento con i fondamentali in ordine.
Il Bilancio consolidato è corredato dal parere favorevole dei revisori dei conti (verbale 36 del 23 settembre 2026), e i debiti e crediti reciproci con la società sono stati asseverati da entrambi gli organi di revisione. L’Amministrazione Principe continua la sua politica di cambiamento della vita cittadina e mantiene inalterati gli equilibri di bilancio, nell’interesse e per il bene di tutti».