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06/07/2026 ore 19.00
Politica

Bucarelli: «Metamorfosi rilancia la Festa della Seta e l'identità di Mendicino»

Tre giorni di spettacoli, teatro, musica e laboratori hanno animato il borgo. Il sindaco traccia un bilancio dell'edizione appena conclusa e annuncia nuovi progetti culturali e di valorizzazione del territorio

di Antonio Clausi

Si è conclusa con un bilancio positivo "Metamorfosi - Festa della Seta", il festival che dal 2 al 4 luglio ha animato il centro storico di Mendicino con concerti, spettacoli teatrali, laboratori, trekking urbano e iniziative dedicate alla valorizzazione della tradizione serica locale. A tracciare un primo bilancio è il sindaco Irma Bucarelli, che nell'intervista ripercorre la nascita del nuovo format, i risultati ottenuti e gli obiettivi per le prossime edizioni.

Il cambio di denominazione del festival non rappresenta una rottura con il passato. «Esatto, perché Metamorfosi cambia nome al festival ma resta sempre la Festa della Seta», spiega Bucarelli, che lega la scelta del titolo a un significato simbolico e filosofico. «Mi piace il concetto di metamorfosi: la natura cambia ma resta se stessa. È il messaggio che vogliamo trasmettere, conservare l'identità del territorio e della tradizione della seta rileggendola in chiave contemporanea, proprio come il baco che si trasforma in farfalla».

Il programma ha coinvolto numerosi spazi del borgo storico con eventi distribuiti tra piazze, vicoli e slarghi. Tra i momenti più apprezzati, il concerto del Pianista Fuori Posto, che si è esibito sospeso davanti alla facciata del Duomo. «È stato un concerto di grande eleganza che ha regalato un'immagine suggestiva del nostro centro storico», afferma il sindaco. Il cartellone ha proposto anche teatro per adulti e bambini, concerti, laboratori e trekking urbano. «Il festival non riguardava soltanto la musica, ma ha diverse sfaccettature. Abbiamo voluto coinvolgere pubblici differenti e far vivere tutto il territorio», sottolinea Bucarelli. Tra gli ospiti della manifestazione figurano Ghiartetica, Manuel Laureti, Gianmarco Carroccia, interprete del repertorio di Mogol e Battisti, oltre a Silvia Mezzanotte e Carlo Marrale, protagonisti della serata conclusiva con i brani dei Matia Bazar.

«Una base da cui ripartire»

Per l'amministrazione comunale l'edizione appena conclusa rappresenta un punto di partenza. «Non è un festival che può fermarsi dove è iniziato. È una promessa di crescita, con l'obiettivo di arricchire sempre di più la nostra comunità attraverso cultura, arte e nuove opportunità», evidenzia Bucarelli. La realizzazione della manifestazione è stata possibile anche grazie a un finanziamento della Regione Calabria. «Siamo riusciti a ottenere il finanziamento del POC attraverso una progettazione importante. Abbiamo costruito un progetto che non fosse soltanto un evento, ma che guardasse al futuro, e questo è stato premiato», spiega il sindaco, ringraziando anche i progettisti che hanno collaborato alla candidatura.

Secondo Bucarelli, la manifestazione ha richiamato visitatori provenienti non solo da Mendicino ma anche da numerosi comuni della provincia di Cosenza. «Abbiamo ricevuto molti complimenti per l'organizzazione e per la qualità della programmazione. Nell'ultima serata sono arrivati anche pullman da diversi comuni della provincia, segno dell'interesse suscitato dal festival». L'investimento sulla cultura rientra in una strategia più ampia di valorizzazione del centro storico. Tra i progetti già avviati c'è il Museo Urbano della Seta all'Aperto, realizzato attraverso murales dedicati all'antica lavorazione della seta. «La seta oggi la rappresentiamo anche sui muri del borgo. Continueremo questo percorso con nuove opere e altri progetti dedicati alla riqualificazione del centro storico e alla valorizzazione della nostra identità» conclude Bucarelli.