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10/06/2026 ore 17.04
Politica

Caporalato, Tis e Consorzi: Greco chiede tutele reali e trasparenza istituzionale

La consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva interviene dopo la seduta del Consiglio regionale dell’8 giugno

di Redazione

Dalla lotta al caporalato alla tutela dei lavoratori precari, fino alla riforma dei Consorzi di bonifica, per la consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva, Filomena Greco, la Regione Calabria deve garantire risposte concrete, procedure trasparenti e pieno rispetto delle istituzioni.

Nel corso della seduta del Consiglio regionale dell’8 giugno 2026, Greco è intervenuta su alcuni dei temi più delicati al centro del dibattito politico calabrese: lo sfruttamento lavorativo dopo la tragedia di Amendolara, il futuro dei Tirocinanti di Inclusione Sociale, le modifiche alla legge sul Consorzio unico di bonifica e la legge sui tartufi, approvata invece all’unanimità.

Caporalato, Greco: «Gli strumenti ci sono, non usarli è un delitto»

Sul contrasto allo sfruttamento lavorativo, Greco ha richiamato la necessità di una riflessione seria sull’efficacia degli strumenti già esistenti.

«Il rispetto per le vittime di Amendolara impone il coraggio della verità», afferma la consigliera regionale. «In Calabria le leggi e gli osservatori contro il caporalato esistono fin dal 2012, ma troppo spesso sono rimasti sulla carta. Gli strumenti ci sono, compresa la legge nazionale del 2016 voluta dal governo Renzi, e non utilizzarli è un delitto».

Per Greco, il fenomeno dello sfruttamento non può essere letto soltanto attraverso il lavoro nero. «Dobbiamo prendere atto dei numeri altissimi dei lavoratori irregolari presenti nei nostri campi e del fatto che oggi lo sfruttamento non è più soltanto lavoro nero, ma si insinua anche nei contratti formalmente regolari, interessando settori che vanno dall’agricoltura all’edilizia fino al turismo e alla ristorazione».

Secondo la consigliera, la risposta non può fermarsi alla repressione. Serve una rete territoriale capace di garantire trasporti efficienti, housing sociale nei centri abitati e integrazione reale dei lavoratori nelle comunità.

«La legalità non deve essere soltanto un obbligo etico, ma deve diventare un vantaggio economico competitivo per il nostro territorio», sottolinea Greco, richiamando anche il sostegno alle imprese sane che subiscono la concorrenza sleale di chi abbatte illegalmente i costi.

Lavoratori Tis, voto favorevole ma critiche al metodo

Nel corso della seduta è stata esaminata anche la proposta di legge relativa ai Tirocinanti di Inclusione Sociale, inserita all’ordine del giorno dalla maggioranza senza il preventivo passaggio nelle Commissioni consiliari competenti.

Greco, pur esprimendo voto favorevole per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori, ha criticato duramente il metodo seguito.

«Parliamo di una questione che riguarda centinaia di lavoratori e le loro famiglie», evidenzia. «Portare una legge di questa portata direttamente in Consiglio, senza il necessario confronto nelle Commissioni, significa mortificare il lavoro istituzionale e sottrarre trasparenza al dibattito, impedendo anche alle minoranze di contribuire alla costruzione del provvedimento».

Per la consigliera regionale resta aperto anche il nodo dei Comuni, soprattutto quelli delle aree interne, che rischiano di dover sostenere effetti finanziari difficili da reggere.

«Ancora una volta si scarica sui Comuni il peso di una scelta che rischia di produrre effetti finanziari difficili da sostenere, soprattutto per gli enti delle aree interne che già vivono condizioni di forte sofferenza economica», aggiunge Greco. Da qui la richiesta di strumenti in grado di sostenere economicamente gli enti anche dopo l’iniziale incentivo previsto dalla legge.

«Le stabilizzazioni effettive sono 344, per altri 594 solo incentivi all’uscita»

Dopo l’approvazione del provvedimento, Greco chiede un’operazione di chiarezza sui numeri e sugli effetti reali della legge.

«Le stabilizzazioni effettive previste dalla legge approvata sono 344. Per altri 594 lavoratori non è prevista alcuna assunzione, ma un incentivo economico all’uscita accompagnato da politiche attive del lavoro. È una differenza sostanziale che non può essere nascosta dietro gli annunci».

La consigliera evidenzia inoltre che nel testo approvato non risulterebbero accolte le richieste formulate dalle organizzazioni sindacali e chiede di sapere se siano state valutate soluzioni alternative rispetto a quella portata in Consiglio dall’assessore Calabrese.

Il tema più delicato riguarda il futuro dei lavoratori esclusi dalle stabilizzazioni. «Molti di loro hanno superato i cinquant’anni e, dopo anni di servizio nei nostri territori, meritano certezze e non interrogativi», sottolinea Greco. «Chi conosce il mercato del lavoro sa quanto sia difficile trovare una nuova occupazione stabile a 55 o 60 anni. Per questo la Regione deve spiegare con chiarezza quale sarà il futuro di queste persone una volta terminato il bonus previsto dalla legge».

Greco richiama anche la vicenda dei circa 300 corsisti di Longobucco, Campana, Bocchigliero, San Giovanni in Fiore e Acri, ai quali l’attuale maggioranza avrebbe promesso l’inserimento nei Tis. «Anche su questo tema servono chiarezza e assunzione di responsabilità, perché dietro ogni numero ci sono persone che attendono da anni risposte concrete e non possono continuare a vivere nell’incertezza».

Consorzio unico di bonifica, Greco vota contro

Altro punto centrale della seduta è stata l’approvazione, da parte della maggioranza, delle modifiche alla legge sul Consorzio unico di bonifica. Greco ha votato contro, richiamando le perplessità emerse nelle Commissioni da organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, Anbi nazionale e Ufficio legislativo del Consiglio regionale.

«Ho votato contro perché considero sbagliata, insieme a tutti i soggetti auditi, la scelta di eliminare il ruolo di vigilanza e controllo della Regione», dichiara. «Una decisione ancora più incomprensibile se si considera che con la legge regionale n. 39 del 2023, fortemente voluta dal presidente Occhiuto, tutti i principali poteri sono stati concentrati proprio nelle mani della politica regionale».

Secondo Greco, la Regione non può eliminare controlli e tutele per scaricare responsabilità economiche. A pagarne il prezzo, sostiene, rischiano di essere lavoratori, creditori e agricoltori, anche attraverso l’indebolimento della vigilanza regionale sui piani di classifica da cui dipendono i contributi richiesti alle aziende agricole.

Tfr, creditori e contenziosi ancora aperti

Per la consigliera regionale restano irrisolte questioni decisive: il pagamento dei Tfr maturati dai lavoratori, la tutela dei creditori, la definizione dei contenziosi pendenti e la ricostruzione dei rapporti economici tra Regione e Consorzi.

«Ritengo grave che si sia arrivati a trasformare unilateralmente, nel giro di pochissimo tempo, quelle che per anni la stessa Regione aveva qualificato come posizioni creditorie dei Consorzi nei propri confronti in presunti debiti dei Consorzi verso la Regione», afferma Greco.

La consigliera richiama poi la rinuncia ai giudizi promossi dai presidenti dei Consorzi contro la Regione da parte dei commissari nominati dal presidente Occhiuto.

«Ancora più grave è il fatto che i commissari nominati dal presidente Occhiuto abbiano rinunciato immediatamente ai giudizi promossi dai Presidenti dei Consorzi nei confronti della Regione, nonostante in alcuni procedimenti fossero già state depositate consulenze tecniche d’ufficio favorevoli agli enti consortili».

Per Greco, si tratta di scelte che meritano chiarezza e approfondimento per le conseguenze che stanno già producendo su lavoratori, creditori e patrimonio degli enti posti in liquidazione.

Dubbi sulla tenuta giuridica e unica nota positiva sui tartufi

La consigliera regionale esprime anche dubbi sulla tenuta giuridica delle modifiche approvate. «Sono certa che il Governo, anche alla luce della violazione dell’Accordo Stato-Regioni del 2008, valuterà attentamente i possibili profili di incostituzionalità della legge. Noi continueremo a batterci per la tutela dei cittadini, dei lavoratori, dei creditori e degli agricoltori».

L’unica nota positiva della seduta, secondo Greco, è stata l’approvazione all’unanimità della legge sui tartufi, frutto di un lavoro condiviso svolto in Commissione Agricoltura attraverso il confronto tra maggioranza e minoranza e l’ascolto dei soggetti interessati.

«È la dimostrazione che quando si sceglie il dialogo istituzionale e il confronto nel merito è possibile costruire soluzioni condivise e utili per il territorio», conclude Greco.