Carenza idrica, Campana attacca Sorical e Arrical: «Calabria lasciata a secco»
Il portavoce regionale di Europa Verde/AVS critica il modello regionale: «Più accentramento, servizio peggiore e bollette più care»
La carenza idrica torna al centro dello scontro politico in Calabria. Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/AVS, interviene sulla gestione dell’acqua e attacca Sorical, Arrical e il modello di governance regionale, prendendo posizione anche sulla vertenza della condotta Macrocioli a Corigliano Rossano.
Per Campana, il problema non sarebbe la mancanza d’acqua, ma la gestione delle reti e il ritardo negli interventi strutturali. «La Calabria non è povera d’acqua. La spreca, perché chi doveva rifare le reti non l’ha fatto», afferma.
Il caso della condotta Macrocioli
Il portavoce regionale di Europa Verde/AVS richiama il caso della condotta Macrocioli, a Gelso, alle porte di Corigliano Rossano. Secondo Campana, nel maggio 2025 Sorical avrebbe annunciato la sostituzione di 700 metri della rete idrica, definita tra le più vetuste, ma a distanza di oltre un anno quelle tubazioni non sarebbero ancora state posate.
«A maggio 2025 Sorical annuncia, “nei prossimi giorni”, la sostituzione di 700 metri della condotta Macrocioli a Gelso, alle porte di Corigliano Rossano, il tratto di rete idrica più vetusto e che lascia a secco una parte consistente di città», dichiara Campana.
Il riferimento è alla dorsale che dal Trionto alimenta il serbatoio Matassa e serve, secondo quanto riportato dal portavoce di AVS, circa ventimila persone, oltre all’ospedale e all’Azienda sanitaria.
«Più di un anno dopo quelle tubazioni non sono ancora posate», aggiunge Campana, richiamando anche le sollecitazioni del sindaco Flavio Stasi.
«Sorical e Arrical, il carrozzone dell’acqua»
Nel mirino di Campana finiscono Sorical e Arrical. Il portavoce regionale parla di un sistema che, a suo giudizio, avrebbe sottratto controllo ai sindaci per concentrare la gestione in una cabina di regia regionale.
«Quel “chi” ha un nome: Sorical, la società della Regione a cui Arrical ha affidato il servizio idrico», sostiene. Poi aggiunge: «Arrical è l’autorità unica per acqua e rifiuti voluta da Occhiuto, Sorical il gestore unico in cui, entro dicembre 2026, devono finire tutte le reti comunali».
Secondo Campana, il risultato sarebbe un peggioramento del servizio e un aumento dei costi per i cittadini. «Si toglie controllo ai sindaci, si consegna tutto a una cabina di regia regionale, e il cittadino paga di più», afferma.
Il portavoce di AVS collega il tema dell’acqua anche alla gestione dei rifiuti, sostenendo che «sui rifiuti dai 160 euro a tonnellata degli Ato» si sarebbe arrivati «ai 350 di Arrical» e che anche l’acqua sarebbe rincarata. Da qui la sintesi politica: «Più accentramento, servizio peggiore, bolletta più cara».
L’attacco al «metodo Occhiuto»
Campana inserisce la vicenda idrica dentro una critica più ampia al cosiddetto metodo Occhiuto, fondato, secondo la sua lettura, sull’accentramento delle funzioni regionali.
«Non è un caso», sottolinea. «È lo stesso schema di Azienda Zero in sanità e del Consorzio di Bonifica unico: tutto concentrato in una regia sola, che fa capo al presidente».
Il portavoce calabrese di Europa Verde/AVS attacca il presidente della Regione Roberto Occhiuto, definendolo «uno e trino, capo della Regione, commissario alla sanità e assessore alla sanità ad interim».
Nel suo intervento richiama anche la vicenda del commissariamento sanitario e la Corte dei conti, sostenendo che sarebbe arrivata «la smentita più sonora» rispetto all’uscita dal commissariamento sanitario annunciata nei mesi scorsi.
Campana: «Stiamo con Stasi nella battaglia contro Sorical»
Nel passaggio sulla situazione di Corigliano Rossano, Campana esprime sostegno al sindaco Flavio Stasi e alle iniziative assunte contro Sorical.
«Per questo stiamo, senza giri di parole, con Stasi e con la sua battaglia contro Sorical», afferma. Il riferimento è agli esposti per interruzione di pubblico servizio, alle spese che il Comune avrebbe anticipato al posto della Regione e al no al passaggio dell’intera rete comunale a Sorical.
Per Campana, affidare nuove reti a una società che, a suo giudizio, non riuscirebbe a gestire in modo adeguato quelle esistenti sarebbe «un azzardo sulla pelle delle persone».
Il portavoce di AVS mette così insieme il disagio quotidiano dei cittadini e la critica al modello istituzionale. «Alla signora di Corigliano Rossano che apre il rubinetto e non esce niente, che Occhiuto sieda su una poltrona o su tre non interessa», sostiene.
Le richieste: date certe, tavolo con i sindaci e verifica in Consiglio regionale
Campana avanza tre richieste. La prima riguarda Sorical: indicare con date certe quando partirà il cantiere sulla condotta Macrocioli, a partire dai tubi fermi a Gelso. La seconda riguarda il rapporto con i Comuni: prima del passaggio delle reti comunali, la società dovrebbe sedersi a un tavolo con i sindaci della Sibaritide. La terza riguarda il Consiglio regionale, chiamato a verificare risultati e numeri di Sorical e Arrical.
«Chiediamo cose semplici», dichiara Campana. «Che Sorical dica con date certe quando parte il cantiere Macrocioli, a cominciare dai tubi fermi a Gelso; che prima di prendersi le reti comunali si sieda a un tavolo con i sindaci della Sibaritide; che il Consiglio regionale verifichi i risultati di Sorical e Arrical, numeri alla mano».
Il portavoce regionale di Europa Verde/AVS annuncia anche la disponibilità alla mobilitazione pubblica: «Su questo ci troveranno in piazza, accanto agli amministratori e ai cittadini».
«L’acqua è un bene comune»
La conclusione di Campana è politica e simbolica insieme. «L’acqua è un bene comune, non l’ennesima leva per accentrare potere», afferma.
Poi l’ultimo affondo contro il presidente della Regione: «Un presidente che colleziona cariche dovrebbe garantire prima di tutto una cosa: che d’estate, a casa, dal rubinetto esca l’acqua, altrimenti è inutile stare tutto il giorno sui social. Può farlo anche da casa sua».