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31/03/2023 ore 21.49
Politica

Casali del Manco, intervista a Francesca Pisani: «Meravigliata da Sinistra Italiana, la mia candidatura è figlia del confronto»

In Presila si prefigura una sfida elettorale tutta al femminile dopo la decisione dell'imprenditrice Stefania Rota di rappresentare la coalizione di centrodestra
di Massimo Clausi

Fra gli appuntamenti elettorali più interessanti del prossimo turno delle amministrative c’è sicuramente quello di Casali del Manco. Dopo la prima consiliatura post fusione, sono tanti i problemi ancora sul tappeto da risolvere. In Presila si prefigura una sfida tutta al femminile. Il centrodestra, difatti, è orientato a candidare l’imprenditrice Stefania Rota; l’assemblea degli iscritti del Pd, invece, ha votato quasi all’unanimità (due astenuti) per la candidatura di Francesca Pisani. Quando però sembrava tutto fatto, qualcosa si è rotto.

Dopo l’indicazione della sua candidatura a Sindaco da parte del Circolo PD di Casali del Manco, abbiamo letto sulla stampa alcuni comunicati in cui si chiede una maggiore unità del centro sinistra. In particolare, Sinistra Italiana ha fatto appello alla Federazione Provinciale del PD ai fini della riapertura del tavolo delle trattative. Cosa ci dice in merito?
«Sono rimasta un po’ meravigliata da queste uscite. In primo luogo perché l’unità si costruisce sul territorio, attraverso un confronto sui problemi della comunità. Precisamente il percorso che ha condotto alla indicazione della mia candidatura a sindaco da parte del PD. Un percorso partecipato, scansionato da occasioni e momenti di coinvolgimento attivo di diversi soggetti politici, sociali ed istituzionali e soprattutto degli iscritti che in una assemblea vivace e costruttiva tenuta domenica 26 marzo, alla presenza della dottoressa Maria Locanto della federazione provinciale, hanno esercitato il loro potere democratico come è giusto che sia. Un momento importante preceduto nelle settimane scorse da un documento sottoscritto da oltre 100 iscritti a sostegno della mia candidatura. La stessa assemblea si è espressa con un voto quasi unanime, cinque astenuti. All’appello di Sinistra Italiana rispondo ribadendo la massima disponibilità all’ascolto già offerta dal Segretario Bonaro in occasione dei tavoli programmatici preliminari a cui avevano inizialmente partecipato».

Tre ex sindaci Iazzolino, Morrone ed Oliverio, i quali non appartengono di certo al centro destra, pare che siano intenzionati a scendere in campo candidandosi direttamente…
«Sono tutte personalità che hanno una storia ed una precisa connotazione politica di sinistra. Il PD è il principale partito del centro sinistra e a Casali del Manco ha mantenuto anche in questi anni un radicamento ed una partecipazione importante. È questo un dato non di poco conto da cui bisogna ragionevolmente partire per costruire la coalizione di centrosinistra. Una coalizione che possa avvalersi di esperienze ma anche di energie fresche per aiutare quel ricambio generazionale necessario a proiettare nel futuro un patrimonio storico, politico ed umano che è parte costitutiva della nostra comunità. Una realtà, la nostra, che è stata e continua ad essere punto di riferimento della sinistra e del movimento democratico. Proprio per questo, quella che mi sostiene non può che essere una coalizione di centro sinistra, che mi auguro possa essere la più larga possibile. D’altronde il percorso avviato dal PD casalino è aperto e rivolto a tutte le forze di centrosinistra senza chiusure nei confronti di nessuno men che meno di coloro che hanno svolto in passato il ruolo di sindaci espressione della sinistra. In questi mesi il PD ha lavorato con questa bussola, non a caso, il confronto ha condotto finora alla formazione di una coalizione forte, grazie all’alleanza con il Movimento Presila Unita (MPU), il quale dopo un’attenta valutazione, ha ritenuto di continuare a sostenere e valorizzare l’esperienza amministrativa nata dalla fusione».

Quindi definirebbe civica la sua coalizione?
«Le definizioni mi interessano poco. Sono orgogliosa del sostegno di MPU, un movimento estremamente radicato ed attivo, che per primo ha condotto, con passione, la battaglia che ha portato alla formazione del Comune Unico. Inoltre, stiamo già lavorando per un ulteriore allargamento della coalizione, coinvolgendo anche le associazioni e altre rappresentanze della società civile».

A proposito di Comune Unico, lei ha più volte rivendicato i buoni risultati della fusione che ha generato Casali del Manco. Quali sarebbero?
«L’esperienza che ha portato alla nascita di Casali del Manco è considerata un benchmark nel sistema delle autonomie locali meridionali. Da cinque realtà municipali diverse è venuto fuori un Comune con una soggettività ben definita e visibile. Con una articolazione di servizi ed uffici che hanno trovato la capacità di diventare una macchina amministrativa oliata e veloce, mettendosi velocemente alle spalle il precariato del personale, intercettando finanziamenti e mettendo in cantiere opere e programmi, peraltro nel contesto della difficilissima fase del Covid, cui si è fatto fronte con un efficacissimo sistema di welfare. Dopo soli cinque anni dalla sua nascita, nell’immaginario collettivo, Casali del Manco è un Comune compiutamente esistente e funzionante, che viene diffusamente percepito in una dimensione di solidità organizzativa e finanziaria, come se ci fosse da sempre».