Casali del Manco, non tutto il centrodestra su Rota. E a sinistra colloqui trasversali
Continua a regnare l’incertezza a Casali del Manco e il rischio di ritrovarsi con maggioranze ballerine si affaccia concretamente all’orizzonte. Non è soltanto questione di numeri, ma di come gli eletti si spenderanno poi in consiglio comunale lungo il corso della legislatura. Tutti corteggiano i portatori di voti, ma le difficoltà a comporre le liste sono evidenti.
È forse il motivo che tiene sul chi va là figure animate in cuor loro dell’ambizione di candidarsi, ma che non vogliono restare ostaggio delle fazioni. Né fare la conta di volta in volta prima del pubblico consesso. Il tempo stringe e la deadline di sabato 15 aprile incombe.
Intanto si fa largo una notizia che ieri avrebbe trovato conferma in un incontro, organizzato e rinviato solo all’ultimo momento, tra Francesca Pisani ed Emma Staine. L’assessore regionale in quota Lega sta avendo delle interlocuzioni anche con l’attuale vicesindaca e da questo si deduce che Stefania Rota non ha ancora incassato il pieno sostegno dell’intero centrodestra. O almeno non di tutte le anime del Carroccio, specialmente di quelle che non hanno in Simona Loizzo il punto di riferimento.
Dall’altra parte della barricata, dopo che è naufragato il tentativo di convergere sul dermatologo Pietro Morrone, che però si è chiamato quasi subito fuori dalla partita, la tenuta dell’alleanza tra i tre ex sindaci è messa a dura prova. Gli ultimi rumor raccontano di lavori in corso su un asse formato da Ippolito Morrone e Marco Oliverio. Il tutto senza Salvatore Iazzolino. Ma la situazione è in continuo divenire.
Della presa di posizione di “Voci in cammino” abbiamo scritto ieri. In più va fatto un inciso sull’assenza dei simboli tradizionali di partito. In comuni al di sotto dei 15mila abitanti c’è solo una lista da associare alla candidatura e spesso i circoli locali non chiedono ai coordinatori o segretari provinciali il logo ufficiale. È quanto successo a Casali del Manco nel Pd, dove eventuali toppe post-elezioni non servirebbero a coprire gli strappi consumati.