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28/04/2026 ore 22.19
Politica

Donadio lancia la sfida civica: «Siamo l’alternativa al silenzio»

Sala consiliare piena per la presentazione della coalizione civica a Castrovillari. Laghi attacca sullo smantellamento dell’ospedale, Donadio punta su giovani, servizi e partecipazione

di Redazione
Luca Donadio, candidato sindaco di Castrovillari

La sala consiliare del Comune di Castrovillari si è riempita di pubblico per la presentazione ufficiale della coalizione civica che sostiene la candidatura a sindaco di Luca Donadio. Un esordio politico che ha avuto il tono della sfida aperta ai partiti tradizionali e che ha segnato, di fatto, l’avvio della campagna elettorale di un fronte che prova a proporsi come alternativa netta all’amministrazione uscente e a un’opposizione giudicata troppo debole, silenziosa o compromessa.

Accanto a Donadio, sul tavolo dei relatori, c’erano Ferdinando Laghi, consigliere regionale e presidente di Solidarietà e Partecipazione, Gianni Candreva per il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle e Marigrazia Mainieri del direttivo di Civicamente. A moderare l’incontro è stato il giornalista Luigi Troccoli. In sala, però, il vero messaggio politico è arrivato dall’atmosfera: una partecipazione ampia, segnata dalla volontà di trasformare la presentazione della coalizione in un momento di mobilitazione civica.

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Il progetto che sostiene Luca Donadio mette insieme le liste Solidarietà e Partecipazione, Uniti Civicamente, Onda Civica, Patto per CV, Piazza in Movimento e Pace Salute Lavoro Castrovillari. La linea emersa con chiarezza nel corso dell’incontro è quella di una coalizione che rifiuta le vecchie appartenenze, i compromessi di apparato e le ambiguità politiche maturate negli ultimi anni.

Nel corso dei primi interventi, Gianni Candreva ha insistito sulla necessità di riportare al centro legalità e partecipazione democratica nel governo della città, mentre Marigrazia Mainieri ha richiamato il peso del Terzo Settore nel tessuto sociale cittadino, indicando nel volontariato e nell’associazionismo una risorsa da non marginalizzare nella costruzione del futuro amministrativo di Castrovillari.

Laghi: «In Calabria i diritti te li devi prendere»

L’intervento più duro sul piano politico è stato quello di Ferdinando Laghi, che ha annunciato la propria candidatura al Consiglio comunale presentandola non come un passaggio tattico, ma come una scelta di responsabilità. Il consigliere regionale ha collegato direttamente la sua discesa in campo alla battaglia contro lo smantellamento della sanità pubblica e, in particolare, alla condizione dell’ospedale di Castrovillari.

Laghi ha portato in sala numeri precisi e pesanti. Ha ricordato un organico medico al 32% sotto il fabbisogno previsto, solo cinque primari su quindici, infermieri con un quarto di vuoto in organico, operatori socio-sanitari dimezzati e un pronto soccorso definito di fatto a singhiozzo. Ha poi citato la parabola dell’emodinamica, un tempo attiva h24 e progressivamente ridotta fino alla chiusura notturna e al dimezzamento dell’attività diurna, oltre alla neurologia sopravvissuta, a suo dire, in poche ore di ambulatorio settimanale, al disordine della neuropsichiatria infantile e al caso dell’oncologia, smantellata e poi recuperata solo grazie alla pressione del comitato civico.

Nel suo discorso, la denuncia sanitaria è diventata denuncia politica. «In Calabria i diritti te li devi prendere, perché non te li regala nessuno», ha detto Laghi, trasformando quella frase in una specie di manifesto. Il bersaglio è stato doppio: da un lato il centrodestra, accusato di agire come cinghia di trasmissione di interessi lontani dalla città; dall’altro il vecchio centrosinistra, descritto come silenzioso e assente proprio nei passaggi più delicati. Nella lettura di Laghi, entrambi avrebbero finito per sacrificare i diritti dei cittadini alle proprie carriere.

Donadio: «Non chiedo fiducia cieca, chiedo di meritarmela»

A chiudere la serata è stato Luca Donadio, con un intervento che ha tenuto insieme analisi dei problemi e costruzione di una proposta alternativa. Ha definito il percorso che lo ha portato fin qui una “pazzia” durata due anni, ma anche una scelta maturata fuori dalle logiche di partito e senza padrini politici. «Non ho correnti, non sono stato nominato da un segretario. Sono partito dalla mia volontà e da quella di chi ha scelto di venire con me», ha detto.

Donadio ha toccato diversi temi centrali per la città. Ha parlato delle scuole, indicando la sicurezza degli edifici come una priorità non negoziabile. Ha affrontato il tema delle strade, descritte come un ostacolo concreto alla vita quotidiana di chi ha un passeggino, una disabilità o semplicemente difficoltà motorie. Ha richiamato il problema dei cantieri fantasma, annunciati senza tempi certi né controlli, e quello delle villette pubbliche, curate solo quando si avvicinano le campagne elettorali.

Il nodo dei giovani e la fuga dalla Calabria

Il cuore politico del discorso di Donadio, però, è stato il tema demografico e generazionale. Il candidato sindaco ha citato i dati del Rapporto Svimez, ricordando che tra il 2011 e il 2024 dalla Calabria sarebbero andati via 81mila giovani tra i 18 e i 34 anni, con una perdita di 3.200 unità nel solo 2024.

A questa emorragia Donadio ha legato anche un costo economico enorme. Secondo la sua ricostruzione, il sacrificio delle famiglie calabresi per mantenere figli che studiano e lavorano altrove avrebbe prodotto una fuoriuscita di circa 30 miliardi di euro, una cifra che ha descritto come quasi equivalente all’intero Pil regionale spedito fuori dalla Calabria.

Il punto politico, per Donadio, è che Castrovillari non può più limitarsi a osservare questo processo. Deve provare a reagire costruendo condizioni per restare.

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La proposta: coworking, università, mestieri, turismo e filiera agroalimentare

La risposta proposta dalla coalizione civica non passa, nelle parole del candidato, da ricette assistenzialistiche. Donadio ha parlato di spazi di coworking, di sinergie con l’università, di valorizzazione degli antichi mestieri, di un turismo da costruire attorno al Pollino e di un rafforzamento della filiera agroalimentare.

L’idea di città che ne emerge è quella di un luogo in cui i giovani non siano costretti a scegliere tra l’amore per Castrovillari e il proprio futuro. Una città, ha detto, in cui si vive e non si abita soltanto, e in cui l’amministrazione non si tenga distante dai cittadini nei momenti decisivi.

«Io non ho la bacchetta magica, ma posso promettervi che non ci troverete mai distanti, mai indifferenti, mai a tirarci dall’altra parte», ha affermato, prima di arrivare alla frase che più di tutte ha segnato il senso politico della serata: «Non chiediamo fiducia cieca, vogliamo meritarcela».