Centri sociali a Rende, Filorosso attacca M5S e Rifondazione: «Solo demagogia e malafede»
Duro intervento del collettivo dopo il dibattito in Consiglio comunale sul regolamento dei Centri di aggregazione sociale: nel mirino le critiche dell’opposizione e il voto contrario del Movimento 5 Stelle
Lo scontro politico sui Centri di aggregazione sociale si accende dopo l’approvazione del nuovo regolamento da parte del Consiglio comunale di Rende. A intervenire con una lunga nota è il collettivo Filorosso ’95, che accusa Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista di aver trasformato il dibattito in «un attacco politico carico di demagogia e malafede».
Secondo Filorosso, la discussione sviluppatasi in aula non avrebbe riguardato realmente il contenuto del regolamento, ma sarebbe stata indirizzata contro l’assessora che lo ha proposto e contro «la storia politica da cui proviene».
«Chiunque legga il testo del regolamento – si legge nella nota – potrà facilmente comprendere quanto sia falsa e fuorviante la lettura che ne è stata fatta». Da qui la scelta del collettivo di intervenire pubblicamente «per amore della verità e a difesa della propria storia politica».
Nel mirino finisce in particolare la consigliera del Movimento 5 Stelle Rossella Gallo, il cui voto contrario viene definito «legittimo ma vergognoso». Filorosso punta però soprattutto contro quelli che definisce «quattro burocrati» accusati di aver alimentato polemiche e tensioni politiche.
Il nodo centrale resta il nuovo modello di gestione dei Centri sociali cittadini. Filorosso rivendica il fatto che l’amministrazione comunale abbia deciso di riaprire strutture rimaste inattive per anni, assumendo direttamente il ruolo di garante del funzionamento, della partecipazione e del coordinamento delle attività.
Nella nota viene inoltre chiarito che l’unico contributo economico previsto riguarda l’utilizzo del teatrino del Centro sociale Lanzino, con quote ridotte per le associazioni e gratuità in caso di coprogettazione, mentre gli altri spazi verrebbero concessi gratuitamente.
«Perché un partito o un ordine professionale – scrive ancora Filorosso – non dovrebbe contribuire alle spese di gestione versando una piccola quota nelle casse comunali?».
Il collettivo coglie poi l’occasione per respingere le accuse di vicinanza politica alla precedente amministrazione guidata da Marcello Manna. «Non siamo mai stati sostenitori attivi dell’amministrazione Manna – precisano – anzi nel 2019 ci siamo candidati contro».
La chiusura è affidata a una dichiarazione dal tono politico identitario: «Rimaniamo dalla parte giusta della storia, fuori e dentro, liberi e pensanti, al servizio della comunità. Non un passo indietro, neanche per prendere la rincorsa».