Comune di Cosenza, Caldiero rinuncia alla presidenza del collegio dei revisori dei conti
Il curatore fallimentare di Amaco, eletto la scorsa settimana, spiega: «E’ una questione di opportunità, voglio tutelare i lavoratori e non dare adito a strumentalizzazioni sebbene non esista incompatibilità tra i ruoli». Il precedente del 2023
Le elezioni dei presidenti del collegio dei revisori dei conti non portano bene all’amministrazione guidata da Franz Caruso. Dopo quanto avvenne nel luglio 2023, il Comune di Cosenza si ritrova con una nuova matassa da sbrogliare. Fernando Caldiero, indicato a maggioranza la settimana scorsa dal pubblico consesso, ha rinunciato all’incarico ed ha fatto pervenire a Palazzo dei Bruzi una lettera in cui spiega le proprie motivazioni.
Raggiunto telefonicamente, conferma la notizia. «Pur non essendoci incompatibilità - ha detto il curatore fallimentare di Amaco al nostro network - per una questione di opportunità ho scelto di agire in questa direzione per tutelare al meglio i lavoratori e i processi che sovraintendono al possibile passaggio del trasporto pubblico locale dell'azienda. Ho voluto inoltre escludere strumentalizzazioni di qualsiasi genere circa la sovrapposizione di cariche e preferito non accettare l'incarico, anche se ovviamente lo ritengo un grande onore riservatomi da parte del Comune. Però, ripeto, non potevo esporre la procedura ad attacchi di nessun tipo, nonostante il collegio dei revisori dei conti sia un organo di controllo».
Il precedente del 2023
Il Comune di Cosenza a questo punto dovrà indicare un altro nome, essendo scaduto l’incarico triennale di Andrea Manna. Il presidente del Consiglio Giuseppe Mazzuca domani convocherà la conferenza dei capigruppo per stabilire la data della nuova assise. Tornando ad Andrea Manna, il ruolo come noto gli fu riaffidato nel 2023 a margine di un colpo di scena. L’indicazione del circolo cittadino del Pd, allora primo sostenitore di Franz Caruso, e del sindaco stesso era di convergere sul professionista Franco Colistro.
Sfruttando il voto segreto, invece, fu eletto il commercialista Andrea Manna, che ricoprì quell’incarico anche con Mario Occhiuto alla guida dell’Ente fin dal 2020. Il tutto è stato possibile grazie ad un accordo trasversale tra gli esponenti dell’opposizione, presente al completo, e una fetta significativa della maggioranza che non intese portarsi sulle posizioni del primo cittadino. Architetti dell’elezione di Manna furono l’allora vicesindaca Maria Pia Funaro e la consigliera Bianca Rende che tessé la tela insieme a Michelangelo Spataro, il quale ebbe il merito di compattare la minoranza comunale e di blindare l’accordo con i non allineati.