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29/05/2026 ore 17.37
Politica

Consorzio unico di bonifica, Greco attacca la riforma: «Danno per agricoltori e lavoratori»

La consigliera regionale contesta la modifica alla legge 39 approvata in Commissione Agricoltura

di Redazione

La modifica alla legge regionale sul Consorzio unico di bonifica della Calabria riaccende lo scontro politico in Consiglio regionale. Dopo l’approvazione in Commissione Agricoltura della proposta di legge numero 20/13, che interviene sulla legge regionale 39 del 2023, la consigliera regionale Filomena Greco, di Casa Riformista-Italia Viva, parla di una scelta dannosa per agricoltori, lavoratori e creditori calabresi.

La vicepresidente della Sesta Commissione Agricoltura contesta duramente il percorso seguito dalla maggioranza, richiamando le criticità già emerse sulla riforma che ha portato alla soppressione degli undici Consorzi storici e alla nascita del Consorzio unico.

Greco contro la modifica alla legge sul Consorzio unico

Per Filomena Greco, quanto avvenuto in Commissione rappresenta un nuovo passaggio critico nella gestione della riforma della bonifica.

«È una vergogna il fatto che ieri in Commissione Agricoltura si sia consumato l’ennesimo danno per le aziende agricole e i cittadini calabresi. Questa è la stessa maggioranza che ha soppresso gli undici Consorzi storici, istituito il Consorzio unico, commissariato gli enti e liquidato quelli preesistenti, unilateralmente e contro le opinioni di sindacati, organizzazioni di categoria e ANBI».

La consigliera regionale sostiene che la modifica approvata punti a ridurre vigilanza e controllo sugli atti fondamentali del Consorzio.

«Oggi vuole eliminare vigilanza e controllo per non dover rispondere dei propri errori, per non doversi assumere la responsabilità, anche economica, degli atti già posti in essere e senza aver risolto nulla di quanto è rimasto in sospeso».

Il nodo del piano di classifica e dei contributi

Greco richiama anche i rilievi dell’ufficio legale del Consiglio regionale, secondo cui la proposta inciderebbe sui poteri di vigilanza e controllo relativi agli atti fondamentali del Consorzio, compreso il piano di classifica.

Si tratta di un passaggio considerato centrale, perché il piano di classifica incide direttamente sull’imposizione contributiva e, quindi, sulle somme richieste ad aziende agricole e cittadini.

«Del resto, lo stesso ufficio legale del Consiglio regionale aveva già segnalato che la proposta fa venire meno i poteri di vigilanza e controllo sugli atti fondamentali del Consorzio, compreso il piano di classifica che incide direttamente sull’imposizione contributiva con gravi danni per aziende agricole e cittadini».

I rapporti economici tra Regione e Consorzi

Il punto più grave, secondo la consigliera regionale, riguarda i rapporti economici tra Regione e Consorzi. Greco sostiene che, per anni, gli atti regionali abbiano riconosciuto crediti dei Consorzi nei confronti della Regione, poi trasformati in debiti da recuperare.

«Per anni gli atti regionali hanno parlato di crediti dei Consorzi verso la Regione, crediti riconosciuti all’unanimità dallo stesso Consiglio regionale. Nel 2023, dalla sera alla mattina, hanno completamente ribaltato le posizioni, e quei crediti sono diventati debiti da recuperare coattivamente, nei confronti di enti già commissariati e soppressi».

Nel mirino anche l’operato dei commissari nominati dalla Regione, che secondo Greco avrebbero rinunciato ai crediti vantati dai Consorzi.

«I commissari nominati dalla Regione hanno proceduto, celermente, alla rinuncia dei crediti vantati dai Consorzi nei confronti della Regione e già azionati dai presidenti dei Consorzi avanti l’autorità giudiziaria. Hanno cambiato le carte in tavola per non riversare quanto dovevano ai Consorzi».

«Rilievi ignorati da sindacati, categorie e ANBI»

La consigliera regionale sottolinea inoltre che la proposta sarebbe stata approvata nonostante i rilievi arrivati da più parti, compresi sindacati, organizzazioni di categoria, ufficio legale del Consiglio regionale e ANBI nazionale.

«Nonostante i numerosi rilievi dei sindacati, delle organizzazioni di categoria, dell’Ufficio legale del Consiglio regionale che ha rilevato profili di incostituzionalità e dell’ANBI nazionale che ha addirittura ritenuto inemendabile questa proposta di legge, si è scelto di approvare un testo che aumenterà gli effetti sciagurati già prodotti dalla legge n. 39».

Per Greco, la maggioranza del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore Gianluca Gallo non avrebbe affrontato i nodi reali della vicenda.

Lavoratori, TFR e creditori ancora in attesa

Nel suo intervento, Greco richiama anche la condizione dei lavoratori che attendono ancora il pagamento del TFR, dei creditori non soddisfatti e degli agricoltori che potrebbero subire un aumento dei contributi consortili.

«La maggioranza del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo ha scelto ancora una volta, tra l’altro, di non affrontare i nodi reali di questa vicenda e di non tutelare i lavoratori che ancora ad oggi aspettano il pagamento del TFR, i tanti creditori non ancora soddisfatti, i tantissimi agricoltori e cittadini che vedranno aumentare i contributi consortili».

La consigliera regionale annuncia quindi la prosecuzione della battaglia politica dentro e fuori il Consiglio regionale.

«Noi continueremo questa battaglia non solo in Consiglio regionale, dove ciascuno dovrà assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte, ma anche fuori dalle istituzioni, accanto agli agricoltori, ai lavoratori ed a tutti coloro che stanno pagando il prezzo di una riforma profondamente sbagliata».