Corap chiede arretrati alle imprese, Caputo invita al ritiro dei pagamenti
Il capogruppo “Occhiuto Presidente” contesta le richieste per gli ultimi cinque anni e chiede un confronto istituzionale con Regione e aziende
Le richieste di pagamento inviate dal Corap alle imprese insediate nelle aree industriali della Calabria riaprono un fronte delicato per il sistema produttivo regionale. Il consigliere regionale Pierluigi Caputo, capogruppo della lista “Occhiuto Presidente”, interviene pubblicamente chiedendo il ritiro dei provvedimenti e l’apertura di un confronto istituzionale.
«Raccolgo con grande attenzione le preoccupazioni degli imprenditori che hanno ricevuto dal Corap le richieste di pagamento dei corrispettivi relativi agli ultimi cinque anni per le attività insediate nelle aree industriali della Calabria», dichiara Caputo.
Secondo il consigliere, «non è accettabile che oggi si chiedano alle imprese somme significative per prestazioni che, nei fatti, non risultano essere state rese in maniera continuativa ed efficace».
La liquidazione del Corap e la nascita di ARSAI
Il riferimento è al Corap, posto in liquidazione coatta amministrativa nel 2021. Una scelta, ricorda Caputo, nata «proprio dall’esigenza di porre fine a una lunga fase di criticità e di abbandono delle aree industriali calabresi».
Nel 2024 la maggioranza di centrodestra ha approvato la legge istitutiva dell’ARSAI, l’Agenzia regionale per lo sviluppo delle aree industriali e l’attrazione di investimenti. La Giunta regionale ha fissato al 1° marzo l’avvio dell’operatività dell’ente, con l’obiettivo di segnare una discontinuità rispetto al passato e rilanciare infrastrutture e servizi nelle zone produttive.
Le preoccupazioni delle imprese calabresi
Le aziende presenti nelle aree industriali, sottolinea Caputo, rappresentano «un presidio economico e occupazionale essenziale per l’intera Calabria». In un contesto già complesso per il tessuto produttivo, l’imposizione di oneri retroattivi potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri finanziari e sui livelli occupazionali.
«In una fase storica già complessa per il tessuto produttivo, imporre oneri retroattivi, privi di un’adeguata e puntuale motivazione, rischia di compromettere equilibri economici e livelli occupazionali», evidenzia il consigliere regionale.
Da qui l’invito al Commissario liquidatore del Corap a «ritirare il provvedimento e ad aprire un confronto trasparente e istituzionale con le imprese e con la Regione, al fine di verificare ogni aspetto amministrativo e giuridico della vicenda».