✕
Sezioni
18/10/2026 ore 10.10
Politica

Corigliano Rossano, al via il Piano di resilienza energetica comunale

Il Comune non intende affrontare passivamente la crisi e accelera su risparmio, autoproduzione e comunità energetiche

di Emilia Canonaco

Consumare meno energia, produrne di più sul territorio, ridurre la spesa del Comune e rendere meno vulnerabili i servizi pubblici alle crisi internazionali. È questo l'obiettivo del Piano di Resilienza Energetica sul quale la Giunta comunale ha deciso di accelerare, dando priorità agli interventi di risparmio, efficientamento, autoproduzione e progressiva autosufficienza energetica del patrimonio e dei servizi comunali.

La decisione arriva in una fase internazionale nella quale le tensioni connesse allo Stretto di Hormuz, affiancate dalla assenza di strategie energetiche del governo, hanno riportato al centro il tema della sicurezza degli approvvigionamenti e della volatilità dei prezzi dell'energia. Ma per Corigliano-Rossano non si tratta di partire oggi da zero.

L'attuale crisi rappresenta piuttosto una ragione in più per accelerare un lavoro già avviato, con l'Unità di Progetto “Energia e Sostenibilità”, l'Energy Manager, la ricognizione dei consumi e dei contratti e la verifica straordinaria dello stato degli impianti solari e fotovoltaici comunali.

«Quello che accade a migliaia di chilometri di distanza può arrivare molto rapidamente dentro le nostre case e dentro i bilanci pubblici sotto forma di aumento del costo dell'energia, dei trasporti e dei servizi – dichiara il Sindaco Flavio Stasi –. Per questo non possiamo limitarci a subire le conseguenze delle crisi internazionali. Dobbiamo utilizzare ogni strumento disponibile per rendere il nostro territorio più autonomo, più efficiente e meno esposto alle oscillazioni dei mercati. Il lavoro era già iniziato e oggi scegliamo di accelerarlo.

Vogliamo recuperare pienamente gli impianti che già possediamo, produrre energia sui tetti e sulle superfici pubbliche dove è possibile, ridurre gli sprechi e portare finalmente le Comunità Energetiche verso una fase concreta. Abbiamo già degli studi prodotti dagli uffici e dell'Energy Manager comunale, che andremo a concretizzare: il Comune non vuole più subire passivamente i prezzi dell'energia, ma aggredirli. Ogni euro che riusciamo a non spendere inutilmente in energia è una risorsa che può rimanere nei servizi della città».

Un capitolo a parte è dedicato ai Centri Storici e la riduzione dei costi energetici degli immobili che significa, infatti, affrontare un problema sociale e urbano: rendere più sostenibile viverci, recuperare immobili oggi poco utilizzati e contribuire al contrasto dello spopolamento.

«Tra le misure che abbiamo prospettato c'è anche l'indirizzo agli uffici comunali, di concerto con altri enti come la Soprintendenza, al fine di studiare soluzioni per garantire l'efficientamento energetico anche degli edifici dei centri storici. È importante favorire soluzioni tecnicamente compatibili con la salvaguardia del paesaggio e della bellezza dei borghi antichi ma anche per rendere maggiromente sostenibili le condizioni di chi lo abita».

La prima linea di intervento riguarda proprio il patrimonio pubblico. Saranno individuate le superfici sulle quali avviare studi di fattibilità per nuovi impianti da fonti rinnovabili, dando priorità alle coperture degli edifici pubblici e delle scuole, agli impianti sportivi, alle sedi operative, ai parcheggi, alle aree pertinenziali, alle superfici già impermeabilizzate o degradate e ai terreni comunali o confiscati alla criminalità organizzata. Una particolare attenzione viene indicata per famiglie vulnerabili, edilizia sociale e Terzo settore, con l'obiettivo di utilizzare l'energia condivisa anche come strumento di contrasto alla povertà energetica. Una parte specifica del Piano sarà dedicata alla sicurezza dei servizi pubblici che non possono semplicemente “spegnersi”.

La valutazione riguarderà Protezione Civile, infrastrutture digitali, sistemi di comunicazione, videosorveglianza, server room, apparati di rete, sedi operative e altri impianti strategici. Per questi servizi saranno valutati fotovoltaico, sistemi di accumulo, gruppi di continuità, gestione intelligente dei carichi, microreti e sistemi di alimentazione di emergenza, quando tecnicamente ed economicamente sostenibili. Il Piano dovrà prevedere per ognuno di questi strumenti la soluzione di finanziamento più adeguata, valutando Conto Termico 3.0, incentivi GSE e per le Comunità Energetiche, fondi europei, nazionali e regionali, PR Calabria FESR/FSE+, ESCo e forme di partenariato pubblico-privato, salvaguardando sempre l'interesse pubblico e la disponibilità strategica degli impianti.