Rottamazione cartelle, FdI attacca il Comune: «Provvedimento bluciato da ritardi e omissioni»
Dora Mauro denuncia disservizi nella definizione agevolata a Corigliano-Rossano: nessun riscontro ai cittadini, confusione sulle procedure e atti esclusi dalla rottamazione
La rottamazione delle cartelle a Corigliano-Rossano finisce al centro di un nuovo scontro politico. A sollevare il caso è la coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, Dora Mauro, che parla di una misura finita nel caos tra ritardi, blocchi procedurali e mancate risposte ai contribuenti. Quello che avrebbe dovuto rappresentare uno strumento utile per alleggerire il carico fiscale di famiglie e imprese, secondo FdI, si starebbe invece trasformando in un percorso pieno di ostacoli e contraddizioni.
Nel mirino dell’opposizione finisce la gestione politico-amministrativa dell’intera procedura. La definizione agevolata, viene sostenuto, sarebbe stata adottata solo dopo le pressioni delle minoranze, ma una volta approvata non sarebbe stata accompagnata da un sistema capace di renderla davvero operativa. Il risultato, nella lettura di Fratelli d’Italia, è un provvedimento inceppato già nel suo primo passaggio essenziale.
A essere contestata è innanzitutto la fase della richiesta del prospetto informativo, cioè l’atto attraverso cui la SO.G.E.T. S.p.A. dovrebbe comunicare al contribuente l’elenco degli atti definibili, indicando sia l’importo originario sia quello ridotto, senza interessi e sanzioni. Secondo Dora Mauro, proprio questo segmento risulterebbe oggi di fatto paralizzato. «Il primo passaggio fondamentale — la richiesta del prospetto informativo — è oggi di fatto paralizzato», afferma la coordinatrice cittadina. «A queste istanze non viene fornito alcun riscontro. Un silenzio che non è un semplice ritardo, ma un ostacolo sostanziale che impedisce ai cittadini di valutare e aderire consapevolmente alla definizione agevolata».
Per FdI, il nodo non si fermerebbe qui. Dora Mauro sostiene infatti che la società concessionaria starebbe operando in modo difforme rispetto al regolamento approvato dal Comune. Uno degli esempi indicati riguarda la modulistica e le procedure, che secondo l’opposizione verrebbero gestite in maniera incoerente rispetto a quanto formalmente pubblicato dall’Ente. «Il caso più evidente riguarda la modulistica e le procedure: il modello ufficiale pubblicato dall’Ente e l’indirizzo pec indicato vengono, nei fatti, disattesi, generando confusione e scaricando sui contribuenti le inefficienze del sistema», denuncia ancora la rappresentante di Fratelli d’Italia.
Ma il passaggio politicamente più pesante della nota riguarda la natura degli atti che, secondo Dora Mauro, verrebbero resi definibili attraverso l’area riservata. La coordinatrice di FdI sostiene che il sistema indicherebbe come rottamabili solo le ingiunzioni di pagamento, escludendo invece gli avvisi di accertamento esecutivi. Una circostanza che, se confermata, svuoterebbe la portata del provvedimento rispetto a quanto previsto nel regolamento comunale. «Nell’area riservata vengono indicati come atti definibili esclusivamente le ingiunzioni di pagamento, mentre risultano completamente esclusi gli avvisi di accertamento esecutivi», afferma Mauro. «Una omissione inaccettabile, perché in aperto contrasto con quanto previsto dalla norma e dal regolamento comunale, che invece li include espressamente».
Nella ricostruzione proposta da Fratelli d’Italia, questa esclusione altera profondamente il senso della rottamazione e impedisce ai contribuenti di beneficiare per intero delle agevolazioni previste. Il rischio, sostiene l’opposizione, è che la misura resti sulla carta, senza tradursi in uno strumento realmente utilizzabile da chi aveva visto nella definizione agevolata un’occasione per rimettere ordine alla propria posizione debitoria.
La critica si allarga così dal piano tecnico a quello strettamente politico. Per Dora Mauro, si sarebbe creato un vero e proprio cortocircuito istituzionale: da un lato il Comune approva un regolamento e annuncia la rottamazione, dall’altro non riesce a garantire che quelle regole vengano rispettate dal concessionario. In mezzo restano i cittadini, chiamati a orientarsi in una procedura che, secondo l’accusa, si presenta opaca, confusa e inefficace.
La conclusione della coordinatrice di FdI è un affondo diretto verso l’amministrazione comunale, chiamata a prendersi fino in fondo il peso politico della vicenda. «L’amministrazione comunale deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica di quanto sta accadendo», sostiene Dora Mauro. «Non basta approvare un regolamento per dire di essere dalla parte dei cittadini: bisogna farlo applicare. E oggi questo non sta avvenendo. Serve un intervento immediato, netto e senza ambiguità. Servono verifiche, atti concreti e, se necessario, decisioni drastiche».