Corigliano Rossano, dietrofront sull'idrogeno: «Enel lo inserisca nel piano industriale»
La retromarcia di Enel sulla rivitalizzazione del sito industriale di Corigliano Rossano con un progetto «condiviso» per la produzione di idrogeno, non è stata ancora metabolizzata dalla città.
La «scarsa produttività» sbandierata in faccia a sindacati e amministratori dai vertici del colosso energetico nelle scorse settimane durante un summit in municipio – argomentazione con cui Enel si è ritirata da un bando regionale da 15 milioni di uro a valere sul Pnrr dopo un percorso condiviso con parti sociali e Comune durato mesi – non solo ha lasciato l’amaro in bocca ma ha fatto infuriare tutti, costringendo la città a reagire. «Il sito di Sant’Irene sia inserito nel prossimo piano industriale o si concluda lo smantellamento con relativa bonifica dei terreni riportandoli allo stato in cui si trovavano negli anni ‘70»: questo l’aut-aut recapitato in risposta dal sindaco Stasi e dai sindacati ai dirigenti dell’ente energetico durante quell’ormai famoso incontro in cui Enel ha ufficializzato il suo dietrofront e ribadito ieri sera nel corso di un incontro sul tema promosso dal movimento politico Corigliano Rossano Pulita.
Il dibattito pubblico dal tema “Enel, quale futuro?”, a cui hanno partecipato sindacalisti, dirigenti del movimento politico fondato da Stasi, cittadini era presenta anche il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ed è servito sostanzialmente per invocare non un ripensamento di Enel sul progetto idrogeno ma l’inserimento del sito nel quale insiste la centrale termoelettrica ormai in una fase di eterna dismissione, nel nuovo piano industriale. E questo per consentire una nuova vita ad un sito industriale che nel trentennio ’80-’00 ha generato benessere ed economia al territorio. All’evento era presenta anche il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani.
Zangaro: «Stupisce il silenzio della Regione sul bando abbandonato da Enel»
«Vi è grande delusione, grande amarezza, maturate nell’arco di pochissimi mesi. A maggio la partecipazione di Enel al bando, quindi l’ottenimento del finanziamento da 14,7 milioni e poi il dietrofront durante l’estate ha destabilizzato», ha spiegato Liliana Zangaro, consigliere comunale di maggioranza e portavoce di Crp.
«Il dibattito ha rappresentato l’occasione per dimostrare che su questa vicenda non spegneremo i riflettori. Il nostro territorio merita sviluppo e può offrire ancora delle prospettive ad Enel. Stupisce anche come la Regione, il consiglio regionale, i consiglieri regionali eletti a Corigliano Rossano, sia rimasti silenti sulla vicenda e sull’evoluzione in negativo di un bando presentato dalla Regione Calabria».
Guido: «Il sito rientri nel piano industriale o sia smantellamento e bonifica»
Nel corso del dibattito è intervenuto anche il segretario comprensoriale della Cgil Sibaritide-Pollino-Tirreno, Giuseppe Guido. «Avertiamo grande delusione e la sensazione di aver incassato uno schiaffone inatteso. Con Enel avevamo condiviso un percorso e la quadra del cerchio con l’idrogeno al centro del progetto complessivo per la rivitalizzazione dell’impianto industriale di Sant’Irene. Ad agosto, poi, qualcuno ha deciso, motu proprio, di non ritirare l’assegno di 14,7 milioni di euro e di stoppare la progettazione condivisa. Siamo arrabbiati e delusi, ma quello schiaffo non ci ha abbattuti. Or si tratta di capire come, insieme, dobbiamo riprenderci dallo schiaffo ricevuto per costruire un nuovo percorso. Non possiamo permetterci di subirne un secondo che sarebbe rappresentato dalle ciminiere in bella mostra per sempre e dalla cattedrale del deserto. La Cgil ha chiesto di fare fronte comune, politica, sindacati, poiché tutti abbiamo bisogno solo che il sito di Corigliano Rossano sia inserito nel nuovo piano industriale in fase di redazione da parte del nuovo amministratore delegato di Enel. Senza questo capitolo sul documento – conclude il sindacalista – corriamo il rischio che anche la bonifica possa fermarsi per meri ragionamenti economici».