Corigliano-Rossano, opposizione contro Madeo: «Consiglio comunale svuotato»
Straface e Turano chiedono il rinvio per impegni istituzionali e lavorativi, ma la presidente dice no. Minoranza in protesta
Scontro istituzionale a Corigliano-Rossano sulla convocazione del prossimo Consiglio comunale, fissato per il 16 giugno 2026 in prima convocazione e per il giorno successivo in seconda. I consiglieri comunali di opposizione Pasqualina Straface e Giuseppe Turano, impossibilitati a partecipare per impegni istituzionali e lavorativi, avevano chiesto lo slittamento della seduta. Dalla presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo è arrivato però un «dissenso assoluto».
Una decisione che ha provocato la dura reazione dei consiglieri del Movimento del territorio e di Forza Italia, Pasqualina Straface, Giuseppe Turano, Marisa Caravetta, Elena Olivieri e Giancarlo Bosco, che parlano di una scelta capace di mortificare il ruolo dell’assise civica.
L’opposizione: «Non è una scortesia, ma un fatto politico»
Per i consiglieri di minoranza, il problema non riguarda una semplice mancata cortesia istituzionale, ma il senso stesso del Consiglio comunale come luogo del confronto democratico.
«Manifestiamo il nostro più profondo disappunto non per una scortesia istituzionale, ma per un atto che sottrae al Consiglio comunale la sua funzione di luogo del dibattito pubblico», affermano i consiglieri.
Secondo l’opposizione, il rifiuto di posticipare la seduta, nonostante la richiesta motivata da impegni istituzionali e lavorativi, appare come una scelta deliberata di procedere senza il contributo di importanti forze di minoranza.
La critica è netta: «La decisione di non posticipare la seduta appare come una scelta deliberata di procedere senza il contributo di importanti forze di opposizione, mortificando il ruolo che la legge e lo Statuto riconoscono all’assemblea elettiva».
Il rendiconto 2025 al centro della seduta
La minoranza richiama anche il peso politico degli argomenti all’ordine del giorno. Tra questi figura l’approvazione del Rendiconto della gestione 2025, definito dall’opposizione un passaggio centrale di trasparenza e rendicontazione dell’attività amministrativa.
Per i consiglieri, trattare un atto finanziario di questa portata senza garantire la piena partecipazione di tutte le componenti politiche significa ridurre il Consiglio a un mero adempimento burocratico.
«Svuotare il dibattito su un atto di tale portata, che rappresenta il momento più alto di trasparenza e di rendicontazione dell’attività amministrativa, trasformandolo in un mero adempimento da espletare entro scadenze di legge, significa tradire il legame fiduciario che caratterizza il mandato elettorale», sostengono Straface, Turano, Caravetta, Olivieri e Bosco.
«La fretta non può prevalere sul confronto»
Il punto politico sollevato dall’opposizione riguarda il rapporto tra rispetto delle scadenze e qualità del confronto istituzionale. Per i consiglieri, l’esigenza di approvare un atto finanziario non può comprimere il diritto al dibattito e alla partecipazione.
«La fretta di approvare un atto finanziario non può e non deve mai prevalere sulla necessità di garantirne una discussione piena, approfondita e partecipata da tutte le componenti politiche del Consiglio», si legge nella nota.
Da qui la decisione di trasformare l’assenza forzata in una forma di protesta politica. L’opposizione chiarisce infatti che la mancata partecipazione all’assise non dovrà essere letta come diserzione, ma come atto di dissenso contro quello che viene definito lo svuotamento del senso giuridico e politico del Consiglio comunale.
La richiesta respinta in Conferenza dei capigruppo
La questione è emersa durante la Conferenza dei capigruppo, convocata dalla presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo per discutere la programmazione dei lavori consiliari.
In quella sede è stata comunicata la decisione di fissare la seduta per il 16 giugno in prima convocazione e per il 17 giugno in seconda. I consiglieri Pasqualina Straface e Giuseppe Turano hanno subito rappresentato alla Presidenza l’impossibilità di essere presenti per impegni concomitanti e non differibili, chiedendo un rinvio ragionevole.
La richiesta è stata respinta. Una scelta che, secondo la minoranza, non può essere liquidata come semplice organizzazione dei lavori, perché solleva questioni più profonde sulla funzione dell’organo consiliare.
«La Presidenza deve favorire la partecipazione»
Per i consiglieri di opposizione, l’autonomia organizzativa della Presidenza del Consiglio è legittima, ma deve essere esercitata con l’obiettivo di favorire la massima partecipazione possibile.
«L’autonomia organizzativa della Presidenza del Consiglio, pur legittima, deve essere esercitata in modo da favorire, e non da ostacolare, la più ampia partecipazione possibile, nel rispetto del pluralismo e della dialettica democratica», affermano.
Il passaggio più duro arriva subito dopo: «Quando l’organizzazione dei lavori diventa uno strumento per eludere il confronto, l’istituzione stessa ne risulta indebolita».
Il mandato elettorale e la funzione del Consiglio
La minoranza richiama infine la centralità giuridica e politica del Consiglio comunale, definito organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell’ente. Per Straface, Turano, Caravetta, Olivieri e Bosco, l’assise non può essere ridotta a una sede di ratifica di decisioni già assunte.