Cosenza, Cantiere Democratico alza il sipario: «Rilanciamo chi si sente escluso nel PD»
In vista delle amministrative «con lo sguardo rivolto al futuro, vogliamo dare attraverso la nostra azione un contributo responsabile e costruttivo»
Si è svolta ieri pomeriggio la conferenza stampa di presentazione di Cantiere Democratico per la Calabria, il laboratorio politico nato dall’esperienza di militanti, amministratori, dirigenti e simpatizzanti che, oltre gli schieramenti congressuali di un anno fa, hanno sostenuto la candidatura di Francesco De Luca alla segreteria provinciale del Partito Democratico.
Un progetto - spiegano in un comunicato stampa - che nasce dalla volontà di dare continuità al lavoro svolto negli ultimi mesi e di tenere insieme una rete di persone che attorno a quella proposta politica aveva ritrovato entusiasmo e voglia di partecipare, esperienza che, come sottolineato nel corso dell’incontro, è stata interrotta per la volontà di alcuni, facendo venire meno i processi democratici decisionali.
Secondo gli organizzatori, oggi sono oltre 100 le adesioni raccolte in 72 comuni della provincia di Cosenza, tra cui quelle dei sindaci di Acri, Oriolo e Crosia, di segretari di circolo, amministratori, dirigenti e militanti del PD. Una partecipazione in continua crescita.
«Dopo la decisione di commissariare la federazione provinciale, il rischio era che tutto quel lavoro andasse disperso, lasciando spazio alla delusione e alla disaffezione - dicono -. Abbiamo invece scelto di ripartire proprio da quelle energie, trasformando un momento di smarrimento in una nuova occasione di impegno politico e organizzativo».
Nel corso della conferenza è stata richiamata la difficoltà che attraversa il PD in Calabria e nella federazione cosentina, legata al venir meno di un’organizzazione di partito strutturata e diffusa sul territorio, con riflessi sull’iniziativa politica e sui risultati elettorali del PD e del centrosinistra. «Oggi più che mai è necessario rilanciare il protagonismo e la partecipazione di tanti che da tempo si sono sentiti esclusi» hanno detto.
Poi ancora: «Le primarie e le prossime elezioni politiche, in un momento così delicato per la vita economica, politica e sociale del Paese, impongono impegno organizzativo e passione politica, anche alla luce di una legge elettorale che restringe gli spazi democratici di partecipazione e di scelta. Per questo riteniamo necessario che le scelte sui candidati avvengano sulla base di un confronto con le istanze territoriali di base. Con lo sguardo rivolto al futuro, vogliamo dare attraverso la nostra azione un contributo responsabile e costruttivo, auspicando che il nostro lavoro trovi il sostegno del commissario, al quale manifestiamo la nostra disponibilità a instaurare un rapporto proficuo e funzionale alla crescita del PD nella nostra provincia».
È stata richiamata anche la necessità di ritrovare un’unità politica che permetta al PD cosentino di affrontare le prossime sfide, a cominciare dalle elezioni amministrative, con scelte condivise, senza lasciare spazio a personalismi e vecchi rancori e nell’interesse delle comunità amministrate. «Abbiamo una classe dirigente diffusa, fatta di amministratori che ogni giorno dimostrano nei propri comuni di saper governare bene - si è sottolineato -. Una ricchezza che poche federazioni possono vantare e che troppo spesso viene oscurata da un dibattito interno ormai stantio. È arrivato il momento di dare spazio a chi lavora nei territori».
Il primo impegno di Cantiere Democratico sarà promuovere assemblee territoriali aperte per incontrare i cittadini, ascoltare i problemi delle comunità e coinvolgere anche chi negli ultimi anni si è allontanato dalla politica. «Vogliamo aprire porte e finestre del Partito Democratico – hanno detto -. Tornare nei territori, parlare con la gente, coinvolgere anche chi ha ancora perplessità nei confronti del PD, ascoltare chi vive ogni giorno le difficoltà delle nostre comunità e costruire insieme risposte concrete. È da qui che vogliamo cominciare a costruire un nuovo PD».