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17/04/2026 ore 14.39
Politica

Cosenza, Ciacco rompe col circolo: «Linea incompatibile». Chiede il trasferimento a Rende

L’iscritto dem denuncia divergenze “insanabili” con la dirigenza cittadina e accusa: “Antagonismo contiguo al centrodestra”

di Redazione
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Una frattura politica dichiarata, nero su bianco, con toni netti e senza margini di ricomposizione. Antonio Ciacco formalizza la sua uscita dal circolo del Partito democratico di Cosenza e chiede il trasferimento al circolo di Rende, parlando apertamente di «grave e insanabile divergenza» con la linea del gruppo dirigente cittadino.

La richiesta, indirizzata ai livelli locali, provinciali e regionali del partito, non è un passaggio burocratico ma un atto politico. Ciacco contesta nel merito l’impostazione assunta dal circolo cosentino, accusato di aver assunto un «manifesto e conclamato antagonismo» nei confronti dell’amministrazione comunale di Cosenza. Una posizione che, secondo il firmatario, risulta in contraddizione con il ruolo istituzionale ricoperto dal Pd all’interno del governo cittadino.

Il punto di rottura, però, non è solo politico ma anche linguistico e culturale. Nella sua nota, Ciacco sottolinea come comunicati, interviste e interventi pubblici del gruppo dirigente ricalcherebbero «il linguaggio tipicamente adoperato dalle forze del centrodestra locale», delineando una contiguità che giudica incompatibile con i valori del partito.

Da qui una presa di distanza che si trasforma in scelta definitiva. Ciacco rivendica la propria adesione al progetto amministrativo in corso a Cosenza, che definisce espressione di «un fervido e solidale riformismo» e di un’azione amministrativa «semplicemente miracolosa». In questo quadro, la divergenza con il circolo viene descritta come una vera e propria «incompatibilità ambientale», tale da impedire una militanza politica «coerente, efficace e consapevole».

La richiesta di trasferimento al circolo di Rende viene motivata anche con un criterio di prossimità territoriale, ma assume soprattutto il valore di una scelta politica alternativa, nel tentativo di proseguire il proprio percorso all’interno del partito in un contesto ritenuto più coerente con le proprie posizioni. Non manca, infine, una critica al formalismo interno al Pd: secondo Ciacco, il criterio della residenzialità non può trasformarsi in un vincolo che impedisce agli iscritti di esercitare liberamente la propria militanza.

Una vicenda che fotografa, ancora una volta, le tensioni interne al Partito democratico nel territorio cosentino, tra linee politiche divergenti e identità che faticano a trovare un punto di sintesi.