Cosenza, Furgiuele attacca su Via Savoia. Orrico: «Vuole sgomberare donne e bambini»
Il deputato lametino neo vannacciano chiede un’informativa urgente a Piantedosi domandando chi comandi e perché l’Aterp non possa rientrare in possesso dello stabile. La collega del M5S risponde per le rime
L’emergenza abitativa di Cosenza torna nuovamente ad essere oggetto di un acceso scambio di battute in Parlamento. Durante gli interventi sull’ordine dei lavori previsti alla Camera nella nottata di martedì, il neo vannacciano Domenico Furgiuele ha chiesto un’informativa urgente al Ministro dell’Interno sullo stabile occupato a Via Savoia. Il tutto poche ore prima che nella Prefettura bruzia gli attivisti di Prendocasa reclamassero garanzie per le famiglie che vivono nel palazzo di proprietà dell’Aterp. Ad interloquire con loro dopo la pacifica protesta, il Questore Antonio Borelli che ha annunciato per le prossime settimane un tavolo istituzionale dedicato al problema.
Prendocasa occupa la Prefettura: «L'emergenza abitativa non può più aspettare»Tornando a Montecitorio, il deputato lametino, folgorato recentemente sulla via di Futuro Nazionale al punto da lasciare la Lega, l’amore dei suoi ultimi anni di attività politica, ha snocciolato tutto il classico lessico dell’estrema destra in relazione a simili tematiche. Si è passati dal citare gli «immigrati clandestini» a chiedersi «chi comanda e chi gestisce?» e a mettere le mani avanti per prevenire la più scontata delle riflessioni. «Qualche collega del centrosinistra e del centrodestra – ha sottolineato - potrebbe dire “Ma come? Voi eravate dalla parte del Governo fino a poco tempo fa”, ma signor Presidente non può immaginare la sofferenza di stare al cospetto di una pletora di ministri, di sottosegretari, di viceministri che non hanno mai saputo in questi anni rispondere alle esigenze del territorio».
Il botta e risposta tra Furgiuele e Orrico sullo stabile di Via Savoia a Cosenza
Insomma, per farla breve, Furgiuele è intervenuto per sottolineare che «l'Aterp richiede la possibilità di poter utilizzare quel fabbricato, ma non si sa per quale ragione la Prefettura non garantisce la forza pubblica. C’è un problema - ha sentenziato - se un ente pubblico vuole poter gestire un bene che dovrebbe essere a disposizione di famiglie che ne hanno diritto, e questo non avviene». Poi rivolgendosi al titolare del Viminale, ha auspicato che Piantedosi risponda «sul perché la Prefettura non intervenga, sulle responsabilità di questa inerzia e se questa illegalità a Cosenza prima o poi verrà risolta». «La Calabria non è di Serie B» ha chiosato.
A rispondergli a tono Anna Laura Orrico del M5S, sensibile al tema tanto da non aver lesinato nemmeno in passato pubblici interventi a riguardo. Anziché a Piantedosi, però, ha scelto di richiedere l’informativa urgente a Matteo Salvini perché è proprio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che affronta l’emergenza abitativa tramite il Piano Casa 2026. «Se l'immobile dell'Aterp oggi è in condizioni dignitose e qualitativamente vivibili - ha fatto presente - è solo perché le famiglie che vi abitano, che sono senza fissa dimora, lo hanno riqualificato e si occupano della manutenzione. Sono famiglie che non creano alcun problema, se non evidentemente al collega Furgiuele, che invece di spingere la giunta regionale di centrodestra ad investire sulla risoluzione dell'emergenza abitativa, si pone il problema di sgomberare famiglie, bambini e giovani generazioni che vivono dignitosamente».
«Lo fanno - ha aggiunto Orrico - all'interno di un immobile dell'Aterp, che è l'ente che si dovrebbe occupare delle politiche abitative. Invece in Calabria è commissariato perché i soldi, piuttosto che investirli nella risoluzione dell'emergenza abitativa per dare una casa a chi non ce l'ha, evidentemente sono stati sprecati e sperperati in altri rivoli».
«Piuttosto che prendersela sempre con i più deboli – l’invito finale della coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle - vorrei sollecitare il collega Furgiuele a stimolare il presidente della giunta regionale Occhiuto a fare in modo che queste famiglie abbiano il diritto ad abitare in luoghi salubri, che abbiano garantito il diritto alla casa. Non si sgombera mettendo per strada famiglie e bambini, non si sgombera creando anche disordini sociali e aggiungendo all'emergenza abitativa anche l'emergenza sociale».