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29/07/2026 ore 08.45
Politica

Cosenza, il Consiglio comunale approva all'unanimità due mozioni su ambiente e disarmo

Via libera all'adesione ai progetti BioFear, «Italia, Ripensaci» e ICAN Cities Appeal durante la seduta di ieri dell'assemblea civica. Alessandra Bresciani prima firmataria

di Redazione

All’unanimità ieri pomeriggio nel Consiglio comunale di Cosenza sono state approvate le due mozioni presentate, come prima firmataria, dalla consigliera Alessandra Bresciani che le ha illustrate entrambe, cominciando dalla mozione sull’adesione del Comune di Cosenza al progetto nazionale «BioFear» per la promozione della depavimentazione urbana, del verde pubblico e del benessere ambientale. «Oggi siamo chiamati a compiere una scelta che guarda al futuro della nostra città e, soprattutto, al benessere delle nuove generazioni» ha detto in apertura di intervento la consigliera Bresciani.

«L'adesione al progetto BioFear non rappresenta soltanto un'iniziativa ambientale, ma la volontà di costruire una città più moderna, più sostenibile e più preparata ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e della salute pubblica. Promosso da autorevoli università e centri di ricerca italiani, BioFear si fonda su evidenze scientifiche che dimostrano come il contatto quotidiano con la natura migliori il benessere psicologico e fisico di bambine e bambini. Depavimentare cortili scolastici e aree gioco significa trasformare spazi oggi dominati dal cemento in luoghi più verdi, più vivibili e più sani, contribuendo anche a prevenire l'insorgere della cosiddetta biofobia, cioè quel crescente timore nei confronti del mondo naturale che interessa sempre più le giovani generazioni cresciute in contesti altamente urbanizzati.

Ma il depaving non produce soltanto benefici ambientali. Fin dalle sue origini, quando a Portland, negli Stati Uniti, un gruppo di cittadini iniziò a rimuovere spontaneamente l'asfalto per restituire spazio al verde, questa pratica ha dimostrato di essere anche un potente strumento di partecipazione civica. Uno spazio rigenerato non migliora soltanto il paesaggio urbano: diventa un luogo di incontro, di socialità e di appartenenza, capace di rafforzare il legame tra le persone e il quartiere in cui vivono. È anche attraverso questi interventi che si costruisce una comunità più coesa e una città più inclusiva».

Bresciani ha quindi indicato altri benefici: «Sempre più città stanno investendo nella depavimentazione e nelle soluzioni basate sulla natura, perché è ormai evidente che ridurre le superfici impermeabili significa contrastare le isole di calore, migliorare l'assorbimento delle acque piovane, diminuire il rischio di allagamenti e aumentare la qualità degli spazi pubblici. In altre parole, significa rendere la città più resiliente, più vivibile e più capace di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.

È importante chiarire un aspetto fondamentale: oggi non stiamo decidendo quali aree saranno oggetto degli interventi. L'adesione al progetto BioFear consente al Comune di entrare in una rete nazionale di ricerca e innovazione, acquisire competenze, partecipare a percorsi di progettazione e valutare future opportunità di finanziamento. Gli eventuali interventi saranno definiti successivamente con criteri tecnici, trasparenti e nell'interesse della collettività.

Amministrare significa anche avere la capacità di cogliere opportunità come questa, che consentono di programmare interventi di rigenerazione urbana con il supporto del mondo scientifico e senza gravare nell'immediato sulle risorse dell'ente. Rinunciare oggi a questa adesione significherebbe perdere un'occasione importante per migliorare la qualità della vita dei cittadini e preparare la nostra città alle sfide del futuro. Questa mozione non appartiene a una parte politica. Parla di salute, di educazione, di ambiente, di ricerca scientifica, ma anche di comunità e di buona amministrazione. È un investimento sul futuro della città e delle nuove generazioni».

Dopo l’intervento di Alessandra Bresciani è stata la volta del consigliere Francesco Alimena che sulla questione aveva già espresso sulla stampa e sui social la propria posizione. «Rimuovere asfalto e cemento per restituire spazio al suolo – ha rimarcato – è un'idea che sta guadagnando sempre più attenzione. Ma il depaving non è una soluzione miracolosa e merita di essere affrontato senza semplificazioni. Le potenzialità sono evidenti: aumentare la permeabilità dei terreni, mitigare l'effetto isola di calore, favorire la biodiversità e migliorare la qualità dello spazio pubblico. I limiti, però, emergono quando il depaving viene ridotto a un intervento puntuale o simbolico. Da solo non basta a risolvere i problemi delle città se non è accompagnato da una più ampia trasformazione del modello urbano, della mobilità e dell'uso dello spazio pubblico. E poi ci sono gli equivoci: depavimentare non significa semplicemente sostituire l'asfalto con qualche aiuola. Significa ripensare il rapporto tra infrastrutture, natura e vita urbana, evitando che il termine diventi l'ennesima parola d'ordine priva di una reale strategia».

Alimena ha ricordato che durante questa Amministrazione comunale «abbiamo realizzato opere di depaving», indicando alcune delle realizzazioni portate a termine: la nuova Piazza Amendola, i Giardini Urbani Diffusi, il nuovo auditorium all’aperto del Cinema Italia. «Il nuovo Bosco De Nicola e la nuova Passerella Ciclopedonale ne sono un esempio, parlano proprio questo linguaggio e ci interrogano su come questa pratica possa diventare uno strumento efficace di rigenerazione urbana, senza cadere in facili slogan».

Subito dopo Alessandra Bresciani ha illustrato la seconda mozione, poi approvata all’unanimità, sull’adesione alla campagna «Italia, Ripensaci», promossa dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica, e all'ICAN Cities Appeal promosso dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Premio Nobel per la Pace 2017.

«Oggi siamo chiamati a votare una mozione che va oltre gli schieramenti politici, oltre le appartenenze e oltre le naturali differenze che caratterizzano il confronto democratico. Oggi siamo chiamati a esprimerci su un principio universale: il diritto dell'umanità a vivere in un mondo libero dalla minaccia delle armi nucleari.

Qualcuno potrebbe chiedersi quale sia il ruolo di un Consiglio comunale su una materia che riguarda gli equilibri internazionali. La risposta è semplice: le grandi conquiste della pace e dei diritti nascono anche dai territori, dalle città, dalle comunità locali. È proprio dai Comuni che si costruisce una coscienza civile capace di orientare le scelte dei governi.

Mai come oggi questa discussione è attuale. Viviamo una fase storica segnata da guerre ai confini dell'Europa, da conflitti che coinvolgono potenze nucleari, da una crescente instabilità internazionale e da un ritorno del linguaggio della deterrenza atomica che sembrava appartenere al passato. Ogni crisi internazionale ci ricorda quanto il rischio nucleare non sia un ricordo della Guerra Fredda, ma una minaccia concreta e presente.

Le armi nucleari non distinguono tra militari e civili. Non distinguono tra vincitori e vinti. Il loro utilizzo significherebbe la distruzione di intere popolazioni, conseguenze ambientali devastanti e sofferenze che si estenderebbero ben oltre i confini di qualsiasi Stato. Per questo il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari rappresenta una delle più importanti iniziative internazionali degli ultimi anni. Esso afferma un principio semplice ma fondamentale: nessuna sicurezza può fondarsi sulla possibilità di annientare l'umanità.

L'Italia è storicamente impegnata nel percorso del disarmo attraverso il Trattato di Non Proliferazione. Tuttavia non ha ancora aderito al TPNW. Con questa mozione il Comune di Cosenza non pretende di sostituirsi al Governo né al Parlamento nazionale. Chiede però, con autorevolezza e senso delle istituzioni, che il nostro Paese possa riaprire una riflessione su questo tema.

È un gesto simbolico? Forse. Ma i simboli, nella storia, hanno spesso anticipato i cambiamenti più importanti. Pensiamo ai tanti Comuni italiani che hanno saputo indicare la strada su grandi battaglie civili, ambientali e sociali. Anche oggi possiamo fare la nostra parte, aderendo alla Campagna «Italia, Ripensaci» e all'ICAN Cities Appeal, insieme a centinaia di città nel mondo che chiedono il superamento definitivo della minaccia nucleare.

Cosenza è una città di cultura, di dialogo, di accoglienza, una città che ha sempre fatto della pace un valore identitario. Questa mozione è perfettamente coerente con quella storia e con quei valori. Non si tratta di scegliere da quale parte stare in un conflitto. Si tratta di scegliere da quale parte stare nella storia: dalla parte della vita, della cooperazione internazionale, del dialogo e della sicurezza fondata sulla pace».