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30/09/2026 ore 11.40
Politica

Cosenza, Mancini denuncia: «Feretro in attesa anche per mesi, i nostri cari meritano rispetto»

Il candidato a sindaco interviene sulla situazione del cimitero cittadino e richiama l’annuncio degli 80 nuovi loculi. «A fine settembre i lavori non sarebbero ancora iniziati»

di Redazione

«C’è soltanto una cosa più dolorosa del dover dire addio a una persona cara: non poterle garantire una degna sepoltura». Giacomo Mancini, componente della direzione del Partito Democratico della Calabria e candidato a sindaco di Cosenza, torna a intervenire sulla gestione del cimitero di Colle Mussano a Cosenza.

Al centro della sua denuncia ci sono i tempi di attesa per la tumulazione definitiva e, più in generale, la gestione dei servizi cimiteriali.

«Nel cimitero della nostra città – afferma Mancini – si arriva ad aspettare anche più di quattro mesi prima di una sepoltura definitiva. E durante questa interminabile attesa i feretri restano accatastati nell’obitorio».

Una situazione che, secondo Mancini, starebbe provocando ulteriore sofferenza alle famiglie già colpite da un lutto.

Gli 80 loculi annunciati

L’esponente politico richiama anche l’annuncio del Comune relativo alla realizzazione di 80 nuovi loculi, intervento che avrebbe dovuto contribuire ad affrontare la carenza di spazi per le sepolture.

«Il Comune aveva annunciato che entro giugno sarebbero stati consegnati 80 nuovi loculi, proprio per affrontare un’emergenza che si trascina da tempo. Siamo alla fine di settembre e quei lavori non sono neppure iniziati. Fare promesse su un tema così delicato e poi non mantenerle è inaccettabile».

Lampade votive ed esumazioni

Per Mancini, quanto sta accadendo oggi non rappresenterebbe un episodio isolato, ma si aggiungerebbe ad altre criticità che negli ultimi anni hanno interessato il cimitero cittadino.

«Abbiamo già visto – ricorda – cittadini costretti a lunghe file per il canone delle lampade votive e per le volture dei contratti. Abbiamo assistito al caso degli aumenti delle lampade votive, poi ritirati. E abbiamo denunciato richieste di pagamento legate alle esumazioni dopo trent’anni: quella che ho definito una vera e propria “tassa sulla memoria”».

«Il cimitero non è un ufficio qualsiasi»

«Sono vicende diverse – sottolinea Mancini – ma pongono tutte una questione: il cimitero non può essere amministrato come un ufficio qualsiasi».

Secondo l’esponente del Pd, la gestione del camposanto dovrebbe tenere conto della particolare sensibilità del luogo e delle persone che vi si recano.

«È un luogo nel quale le persone portano il proprio dolore, i propri ricordi, i propri affetti. E chi amministra ha il dovere di averne cura».

Mancini richiama quindi il valore simbolico del cimitero come parte della memoria collettiva della città.

«Il cimitero è parte della città. È il luogo della memoria collettiva di Cosenza, dove riposano le generazioni che ci hanno preceduto e dove ogni giorno tante famiglie custodiscono una parte della propria vita. Per questo deve ricevere la stessa cura, la stessa attenzione e la stessa capacità di programmazione che pretendiamo per ogni altro luogo della città».

«Dignità a chi non c’è più»

La conclusione è un appello al rispetto per i defunti e per le loro famiglie.

«Prendersi cura di Cosenza – conclude Mancini – significa prendersi cura anche della sua memoria. Significa garantire dignità a chi non c’è più e rispetto a chi resta. Una città che vuole costruire il proprio futuro non può dimenticare il proprio passato e non può abbandonare i luoghi nei quali quel passato riposa».

«I nostri cari meritano rispetto. Sempre».