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29/10/2026 ore 10.37
Politica

Cosenza, Pd e M5S chiamati ad uscire allo scoperto. Ma i dualismi nei partiti frenano le decisioni

Caruso («ricordiamo alla gente che siamo la città di Telesio») ha azzerato le deleghe degli assessori, che però continuano a percepire l’indennità. La mossa è finalizzata a superare De Cicco e definire da subito le alleanze. Democrat senza orizzonti definiti, Conte a metà strada tra Orrico e Tridico

di Antonio Clausi

La decisione di Franz Caruso di azzerare le deleghe degli assessori ha un solo obiettivo: mettere spalle al muro tutti i partiti della coalizione di centrosinistra che fin dal 2021 sostengono la sua amministrazione. Tra questi non figurano più i Democratici Progressisti Meridionalisti di Francesco De Cicco, mentre AVS si è schierata apertamente contro una sua possibile ricandidatura. Già a settembre, in un’intervista al nostro network, il sindaco aveva lasciato intendere che entro la metà di ottobre avrebbe messo mano alla sua squadra di governo.

Spinto dalla mossa del consigliere regionale che ha ritirato il sostegno all’amministrazione e ha “invitato” Pasquale conosciuto e Gianluca Orrico a lasciare la giunta, è passato alle vie di fatto. Ora ha intenzione di chiudere il cerchio, in un senso o in un altro, e di farlo quadrare il più rapidamente possibile. Se non altro perché gli assessori da ieri percepiscono una lauta indennità senza avere deleghe di indirizzo. Questo è agli atti, che poi qualcuno non resti con le mani in mano, non è rilevante burocraticamente.

Pd senza un orizzonte chiaro

Caruso ha due assessori del Partito Democratico, Damiano Covelli e Maria Locanto, invisi a mezzo partito e dal gruppo consiliare che vanta la cifra elettorale più consistente. Ai ripetuti inviti del circolo cittadino a lasciare le poltrone hanno risposto col silenzio. Inevitabilmente, toccherà al commissario provinciale Claudio Stefanazzi sbrogliare la matassa, perché è a lui che il sindaco si rivolgerà per primo, a prescindere dai passaggi romani che ha già effettuato. Con il capogruppo al Senato Francesco Boccia in particolare. 

Caruso, prima del Consiglio comunale di ieri, ha commentato le parole di Stefanazzi secondo cui la candidatura a sindaco di Cosenza sarà discussa su tavoli nazionali. «Non ha detto nulla di particolare - ha spiegato -. Legge la politica da un livello superiore, capisce che serve condivisione sul territorio per una città importante come Cosenza. Ricordiamolo ai cittadini che è la città di Telesio (concetto rimarcato due volte con enfasi per mandare un messaggio ai nuovi avversari politici, ndr) e che quindi bisogna anche avere rispetto di quella che è la storia e l'immagine. Se non si trovano convergenze, inevitabilmente bisogna spostarsi ad un piano di discussione più alto». 

Il punto è che il Pd continua ad essere spaccato. Senza voler attribuire percentuali alle correnti che ambiscono a dire la loro nella scelta finale, oggi non c’è una figura che possa parlare a nome di tutti se non Elly Schlein. La segretaria è però in altre faccende affaccendata. Senza un orizzonte definito, pertanto, chi potrà fornire al sindaco un sì o un no che comporti certezze per il futuro ed evitare che la giunta viva una vacanza pagata a spese dei cittadini?

Il M5S e il dualismo Tridico-Orrico

Se Atene piange, Sparta di certo non ride. Il Movimento 5 Stelle è in una posizione simile. In Calabria si sono create due correnti: quella dell’europarlamentare Pasquale Tridico e quella della deputata e coordinatrice regionale Anna Laura Orrico. Caruso ha col primo un rapporto personale, ribadito politicamente dall’appoggio diretto alle ultime Provinciali. L’ex premier Giuseppe Conte è stato già investito della questione Cosenza, dove l’assessore al Welfare Veronica Buffone attende di conoscere il suo destino. In seno al gruppo territoriale bruzio le posizioni degli iscritti sono eterogenee: una parte consistente è per il cambiamento, un’altra per la continuità. Anche in questo caso, un sì o un no difficilmente sarebbe vincolante. Anche perché l’identikit di Orrico sarebbe spendibile proprio su quei tavoli nazionali di cui parlava Stefanazzi…

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