Cosenza, uffici Tributi chiusi. D’Ippolito: «Zero comunicazioni, cittadini davanti a portoni chiusi»
L’esponente di Fratelli d’Italia: «E’ assurdo che Franz Caruso non abbia messo in conto di ubicare negli spazi di proprietà comunale i propri uffici»
Nuove tensioni a Cosenza sulla gestione dei servizi al cittadino. Al centro del dibattito vi è il funzionamento degli uffici comunali, in concomitanza con la riorganizzazione logistica avviata dall'amministrazione e le modalità di lavoro del personale. Sul tema è intervenuto il consigliere di opposizione Giuseppe d'Ippolito (Fratelli d'Italia), che ha espresso forti perplessità sulla irreperibilità del settore Tributi. «In questo periodo in cui sta arrivando sia la Tari che le comunicazione della rottamazione fiscale - ha detto - l’Ente guidato dal sindaco Franz Caruso ha deciso di chiudere al pubblico l’ufficio Tributi. Il tutto senza neppure una benché minima comunicazione» ha dichiarato l'esponente dell'opposizione».
Secondo la ricostruzione di d'Ippolito, lo stop al ricevimento in presenza riguarderebbe più rami amministrativi. «Da alcuni giorni e fino a data da destinarsi, sia Municipia che il settore Tributi, sono in modalità smart working - ha denunciato l'esponente meloniano - e molti contribuenti si sono recati presso l’ufficio comunale sito in palazzo Ferrari e hanno trovato l’immobile chiuso senza neppure un’ indicazione che possa fornire una risposta».
Le contestazioni sollevate si inseriscono in una fase di transizione logistica per l'ente di Palazzo dei Bruzi. «L'Amministrazione comunale ha disposto il trasferimento di diversi settori ubicati finora presso Palazzo Ferrari. La delibera è del 7 maggio scorso, arrivata a soli quattro anni dall’annuncio trionfale, con cui si comunicava alla città la chiusura per inidoneità dell’immobile - continua d’Ippolito – e non prevedeva il riposizionamento del settore Tributi».
Poi ancora: «Fin da subito abbiamo sollevato più di una perplessità sia per la mancata ubicazione di un intero settore, che pare verrà ospitato nei nuovi locali di Muncipia, sia per la distribuzione di alcuni uffici presso Piazza Mancini, in particolare il Protocollo, ma non ritenevo si potesse arrivare a tanto. E’ assurdo – conclude d’Ippolito - che Franz Caruso non abbia messo in conto di ubicare negli spazi di proprietà comunale i propri uffici. È ben strano che siano stati dati immobili di proprietà dell’Ente in concessione a terzi, concessione volte neppure onerosa o che si sia addirittura deliberato di acquisire nuovi beni e che gli stessi non vengano attrezzati per contenere gli uffici e il personale, anche alla luce delle recenti assunzioni. Mi pare del tutto evidente come la misura dello Smart working proposta da Caruso sia da rivedere e spero che a breve venga trovata una soluzione alternativa».