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03/01/2026 ore 18.17
Politica

Tridico attacca la Regione: «Calabria ultima in Europa per crescita»

Secondo l’europarlamentare la previsione 2026 è solo +0,24%: «Manca una visione, fondi usati in chiave elettorale»

di Redazione

Un’economia che rallenta a livello nazionale e una Calabria che, ancora una volta, rischia di chiudere la classifica. È questo il quadro tracciato da Pasquale Tridico, europarlamentare ed ex candidato alla presidenza della Regione, che lancia un duro attacco alla gestione economica del centrodestra calabrese.

Secondo Tridico, la crescita reale dell’Italia, al netto dell’inflazione, si attesterebbe allo 0,7%, accompagnata da un rallentamento generalizzato degli investimenti. In questo scenario già fragile, la Calabria farebbe segnare il dato peggiore non solo a livello nazionale, ma anche europeo, con una previsione di appena +0,24% nel 2026.

A supporto delle sue affermazioni, l’europarlamentare cita le analisi dell’Ufficio studi CGIA di Mestre, che – sottolinea – non fanno altro che confermare valutazioni portate avanti da mesi e basate sull’incrocio dei dati di Bankitalia, Svimez, Istat e Inps. «La Calabria non cresce e non esiste alcuna visione d’insieme – afferma –. I finanziamenti pubblici non producono sviluppo, ma alimentano un circuito clientelare privo di strategia, se non quella elettorale».

Nel mirino anche il Pnrr, che secondo Tridico non avrebbe prodotto in Calabria l’effetto propulsivo atteso, complice una gestione segnata da ritardi e scelte sbagliate. Critiche dirette vengono rivolte all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, accusato di aver ridotto il settore a «un mero giro utilitaristico», basato su finanziamenti a pioggia e privo di una reale prospettiva di sviluppo.

L’appello si estende anche al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, invitato a «invertire la rotta» per evitare che si ripetano scenari socioeconomici definiti «disastrosi», come quelli già registrati nel periodo 2021-2025.

Nel suo intervento, Tridico utilizza parole particolarmente dure per descrivere l’azione del centrodestra calabrese, definito «il peggiore della storia regionale». «Si ricorre al più banale degli espedienti – sostiene –: il panem et circenses. Si riduce il popolo alla fame, distraendolo con festicciole e spettacoli inutili, funzionali solo al tornaconto privato».

Nel mirino finiscono anche eventi e iniziative culturali e turistiche finanziate con fondi pubblici, considerate simbolo di una politica priva di visione strutturale. «Sagri paesane, Capodanni psichedelici, grandi eventi pagati dai calabresi ma realizzati altrove: questo è il massimo che questi governanti riescono a immaginare», conclude l’europarlamentare.