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04/11/2026 ore 07.10
Politica

De Cicco-Caruso, guerra aperta. L’ex assessore: «Si sveglia sulla Manutenzione, è sindaco grazie a me»

Il leader dei DMP va giù duro: «Non si fa bene i conti, l’unica prova affrontata in prima persona, quella per la presidenza della Provincia, si è chiusa con una netta sconfitta»

di Redazione

«Leggo le ultime uscite stampa del sindaco Franz Caruso. È singolare assistere, solo dopo la mia uscita dalla maggioranza e a pochi mesi dalla conclusione del mandato, a un improvviso quanto tardivo attivismo: dopo anni di disinteresse per i problemi quotidiani della città, assistiamo all'improvvisata propaganda di un Primo Cittadino che scopre d'un tratto le cantierate e la manutenzione stradale». A sostenerlo in una nota è il leader dei Democratici Progressisti Meridionalisti, Francesco De Cicco.

«Se in questi anni il settore della manutenzione e del decoro urbano ha dato risposte concrete ai cittadini, lo si deve unicamente alla presenza costante del sottoscritto e della mia squadra sul territorio – fa presente -. Hanno lavorato giorno e notte, con le ordinarie risorse concesse dall'amministrazione. A chi oggi sostiene in modo strumentale che non si debba più intervenire su segnalazione, rispondo che il contatto diretto con i cittadini e l'ascolto delle istanze a domicilio sono stati l'unico vero argine al vuoto istituzionale di Palazzo dei Bruzi».

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Poi ancora: «Se la gente chiamava il sottoscritto per risolvere i problemi e non cercava altri, non è certo un problema mio: al massimo è un problema di chi evidentemente non veniva considerato o non era ritenuto all'altezza di dare risposte. Ricevere le chiamate della gente e presentarsi sul posto è un dovere e un atto di responsabilità, non una colpa. Tentare di delegittimare il lavoro svolto da chi è stato sempre in mezzo alla gente è solo un goffo tentativo di coprire le proprie inadempienze».

«Nel merito dei numeri, il sindaco dimostra di avere la memoria corta - attacca De Cicco -. Nel 2021, al primo turno, la sua proposta politica si fermò a 8.342 voti, a fronte dei 13.132 dell’avversario. Quel divario fu colmato al ballottaggio grazie a un accordo politico chiaro, in cui il sottoscritto ha garantito un contributo determinante di 4.861 preferenze. Se oggi Franz Caruso siede su quella sedia non è per merito suo o per un travolgente consenso personale, ma grazie a quell’apporto determinante. Le successive scadenze elettorali dal 2022 a oggi confermano un trend opposto: l’unica prova affrontata in prima persona, quella per la presidenza della Provincia, si è chiusa con una netta sconfitta determinata da scelte politiche rivelatesi fallimentari».

«Se il sindaco riteneva davvero che i settori da me guidati presentassero criticità, avrebbe dovuto avere la linearità e il coraggio politico di rimuovermi – ha qiuindi aggiunto -. Non lo ha fatto, perché sapeva bene chi garantiva l'operatività quotidiana dell'ente. Sono stato io a compiere un atto di coerenza e dignità quando ho preso atto che la visione e gli equilibri originari della coalizione erano irrimediabilmente compromessi».

Per De Cicco «oggi la situazione a Palazzo dei Bruzi evidenzia una frattura profonda. Come intende il sindaco ricucire una maggioranza in cui il Presidente del Consiglio Comunale ha chiesto formalmente la rimozione del Vicesindaco; in cui un autorevole esponente del Partito Democratico contesta la permanenza di un assessore; e in cui persistono tensioni palesi legate a equilibri di giunta? È la dimostrazione plastica che la linea politica comune è venuta meno, lasciando spazio unicamente a una gestione di sopravvivenza».

«A meno che Caruso non intenda svolgere il ruolo di mero commissario per la normale amministrazione, finalizzato esclusivamente a preservare gli attuali assetti traghettando il Comune al voto, appare evidente che la città avverta la necessità di voltare pagina. Il mio impegno per Cosenza resta immutato e continua a trovare piena espressione nel ruolo di consigliere regionale. Chi ha lavorato con i fatti e con il consenso dei cittadini non ha paura del giudizio della comunità – ha concluso -. Chi vive di alchimie di palazzo prova a sopravvivere rincorrendo gli ultimi frammenti di potere».